ho sempre avuto problemi psicologici ma dopo che se n'è andato di casa mio
padre (avevo 20 anni) e ho passato 3 anni da solo con mia madre (diagnosi di
personalità multipla e altre turbe psichiche), che mi ha perseguitato al
posto di mio padre, sono peggiorato in maniera impensabile.
il fatto è che io ero convinto che una volta che mi fossi sistemato col
lavoro, acquistato una casa etc, mi sarei ripreso. insomma non pensavo che
una persona esterna potesse causare a un'altra un danno permanente, un
trauma (o perlomeno non a me, chissà perchè poi)
il problema è questo che mia madre vedeva problemi dappertutto anche dove
non c'è n'erano, insomma se li inventava e poi incolpava gli altri di
esserne la causa, in questo caso mio padre e ovviamente la sua famiglia e
poi io.
la sua continua ricerca di una soluzione, che si manifestava in un processo
alla persona 24 ore su 24 (con ovviamente tutti i sistemi che poteva
adottare: chiuderti in una stanza, fuori casa, chiamare i carabinieri
inventandosi abusi inesistenti etc), ha creato in me in quei tre anni in
particolare uno stato di tensione e di allarmismo continuo che mi ha spinto
a modificare il mio pensiero e a plasmarlo ad hoc per affrontare quella
situazione che andava sempre peggiorando. a questo modo di agire gli avevo
anche dato un nome (preso da un film): WOPR che sta per War Operative Plan
Response ovvero Responso del piano operativo di guerra. Sì esatto io vedevo
quella situazione come una guerra e ho imparato ad agire come un soldato,
cioè a lasciare perdere tutto solo per portare a termine l'obbiettivo, che
era sopravvivere fino a quando me ne sarei potuto andare.
il danno che ho subito, di cui mi rendo conto ora che mi sono SISTEMATO, è
che qualsiasi contatto forzato che mi porti ripetutamente degli stimoli
negativi (negativi per me, magari insignificanti per gli altri) che non
posso controllare (affrontare come vorrei io o escludere dalla mia vita) mi
provoca un aumento di tensione e successivamente confusione con caos mentale
che addirittura si manifesta con insonnia quasi totale, cioè non riesco a
smettere di pensare finchè non ho trovato una soluzione al problema.
due persone che hanno avuto delle esperienze simili mi hanno entrambe detto
che è passato più di un anno prima che riuscissero a riprendersi dopo che si
erano messe in una situazione che ritenevano "SICURA"
quello che vorrei sapere io, che mi sono appena accorto della gravità del
problema (dopo che ho dovuto lasciare la mia ragazza con cui stavo assieme
da 5 mesi), è se può giovarmi l'aiuto di uno psicologo in questo momento o
se è più opportuno far passare quel tempo necessario affinchè io mi senta
più sicuro e tranquillo.
Anche perchè incredibile a dirsi MOLTO probabilmente dovrò convincere il mio
psichiatra a darmene uno.
grazie a chiunque mi dia una qualsiasi indicazione (PURCHE' NON SIA UNA
RISPOSTA GENERICA DEL TIPO VUOL DIRE TUTTO E NON VUOL DIRE NIENTE)
mi scoppierebbe la testa!!!!
P.S. per quanto riguarda le terapie farmacologiche dopo anni (tanti) i
medici hanno capito che dopo avermi somministrato tutti i tipi di farmaci
esistenti, non rispondo alle terapie, cioè sono refrattario. Perchè, non mi
interessa saperlo e vedo non interessa neanche a loro. Comunque oggi non
accuso più ansia o depressione
Piccola premessa.
Quanto ti risponderò non va preso come oro colato, ma solo come le
rilessioni di una persona che hanno letto il tuo racconto e che, bene
o male, se ne sono fatte delle idee ed hanno avuto delle reazioni.
Il consiglio è comunque di intraprendere una psicoterapia dove poter
esplorare meglio tutte le emozioni e le esperienze, in un luogo sicuro
quale è quello di una psicoterapia.
Detto ciò, ti esprimo le mie riflessioni e la mia idea.
>non pensavo che una persona potesse subire un danno psicologico permanente
>da un'altra persona
Ehm, non stai parlando di una persona qualsasi, stai parlando di una
persona che è madre, cioè il mondo per il figlio.
E poi, la distanza fisica che tu puoi aver messo tra te e tua madre è
diversa dalla distanza mentale.
[...]
>il danno che ho subito, di cui mi rendo conto ora che mi sono SISTEMATO, è
>che qualsiasi contatto forzato che mi porti ripetutamente degli stimoli
>negativi (negativi per me, magari insignificanti per gli altri) che non
>posso controllare (affrontare come vorrei io o escludere dalla mia vita) mi
>provoca un aumento di tensione e successivamente confusione con caos mentale
>che addirittura si manifesta con insonnia quasi totale, cioè non riesco a
>smettere di pensare finchè non ho trovato una soluzione al problema.
Questo succede a molti... è così che funzioniamo... anche se questo
forse ti è di poco aiuto.
Chi è che non dorme di fronte a un problema importante? O chi è che
non si agita di fronte ad un problema importante? Succede a molti.
Anzi, succede a tutti, magari con tempi diversi i reazione.
>due persone che hanno avuto delle esperienze simili mi hanno entrambe detto
>che è passato più di un anno prima che riuscissero a riprendersi dopo che si
>erano messe in una situazione che ritenevano "SICURA"
Ed è corretto. Tutti hanno bisogno di una posizione sicura\base da cui
partire.
>quello che vorrei sapere io, che mi sono appena accorto della gravità del
>problema (dopo che ho dovuto lasciare la mia ragazza con cui stavo assieme
>da 5 mesi), è se può giovarmi l'aiuto di uno psicologo in questo momento o
>se è più opportuno far passare quel tempo necessario affinchè io mi senta
>più sicuro e tranquillo.
Ehm, visto che sie molto diretto ti darò una risposta molto diretta.
Ed in parte, mi permetto di farti notare che ti sei risposto da solo.
>Anche perchè incredibile a dirsi MOLTO probabilmente dovrò convincere il mio
>psichiatra a darmene uno.
Ma con lo psichiatra fai anche psicoterapia?
Oppure ti è stata proprosa una psicoterapia?
Perchè i farmaci agiscono sul sintomo, non sul problema.
Ti cito quello che hai scritto poco sopra.
>che qualsiasi contatto forzato che mi porti ripetutamente degli stimoli
>negativi (negativi per me, magari insignificanti per gli altri) che non
>posso controllare (affrontare come vorrei io o escludere dalla mia vita) mi
>provoca un aumento di tensione e successivamente confusione con caos mentale
Tu adesso che hai *dovuto* lasciare la tua ragazza, hai avuto uno
stimolo simile ai diversi abbandoni che hai subito...
*Probabilmente* tuo padre ha dovuto lasciare tua madre per
sopravvivere..
*Probabilmente* anche tu hai dovuto lasciare tua madre per
sopravvivere.
*Probabilmente* i farmaci ti hanno aiutato a sedare i sintomi, ma se
non elabori le cause e capisci bene cosa sia successo, il sintomo si
ripresenta.
>grazie a chiunque mi dia una qualsiasi indicazione (PURCHE' NON SIA UNA
>RISPOSTA GENERICA DEL TIPO VUOL DIRE TUTTO E NON VUOL DIRE NIENTE)
>mi scoppierebbe la testa!!!!
Se sei già in piscoterapia, ci vuole un po' di tempo.
Se non l'hai intrapresa, forse è il caso d'iniziare.
Se vuoi fare da solo - cosa che ti sconsiglio (perchè magari
impiegherai molto tempo a scoprire cose che magari sono sapere
consolidato per altri professionisti) - puoi anche leggere qualche
libro. Purtroppo film non saprei consigliartene. Forse Grey's Anatomy,
facendo atenzione al rapporto tra Meredith (la protagonista) ed il
rapporto con la madre malata di Alzheimer (e quindi il suo rapporto
con una madre con disturbi mentali ed alterazioni della personalità.
Comunque, tra i libri:
La danza della realtà - di Alejandro Jodorowsky
Monte Cinque - di Paolo Cohelo
>P.S. per quanto riguarda le terapie farmacologiche dopo anni (tanti) i
>medici hanno capito che dopo avermi somministrato tutti i tipi di farmaci
>esistenti, non rispondo alle terapie, cioè sono refrattario. Perchè, non mi
>interessa saperlo e vedo non interessa neanche a loro. Comunque oggi non
>accuso più ansia o depressione
Da psicologo, mi permetto di dirti che forse i farmaci che prendi non
vanno ad agire sulla causa.
Vero che l'ansia alimenta l'ansia, ma se non si trova la causa
dell'ansia o non si va a esplorare l'ansia da dove nasce.
E' un po come il tubo che perde dentro il muro. Posso passare
l'intonato, rifare il cemento intorno etc etc, ma se non trovo il buco
da dove esce 'lacqua, questa continuerà ad uscire.
Certo, una psicoterapia, vuol dire andare a scavare dentro e vuol dire
mettere ordine nei pensieri e mettere dei punti fermi.
Cosa che in parte rifletti quando hai scritto questo messaggio.
Hai dei periodi lunghissimi con pochi punti, segno di quel fiume in
piena che descrivi. Forse qualche punto in più aiuterebbe, per mettere
dei limiti.
--
Fernando Bellizzi
"Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare]
"L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa"
"Difficile non è sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu]
Ti ho risposto su anche su it.discussioni.psicologia, e preferirei
continuare lě.
Ciao
--
Fernando Bellizzi
"Nulla č vero o falso, ma č il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare]
"L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa"
"Difficile non č sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu]