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Ponzio Pilato & Cristo

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Solania

unread,
Aug 31, 2008, 8:26:03 PM8/31/08
to
Ricordando un'esauriente risposta di Marco V sul tema "Severino", me la son
andata a ricercare.....
http://groups.google.it/group/it.cultura.filosofia.moderato/msg/0bec784edf269c0b?hl=it&&q=guerra+e+pace
...."La necessità aguzza l'ingegno", diceva sempre la mia cara mamma che
amava tanto i proverbi, stante la parsimoniosità delle risposte dello stesso
quando lo si interroga.

Ma oltre al fatto che io sono molto più potente di lui, Marco stò dicendo,
sveeegliaaaaa, poichè posso vantare il mio personale portavoce Bondi, nella
fattispedie di Ukar, che fa le mie veci quando la mia sovrana parola latita
e ciò per l'inconfutabile segno di regalità che è il "concedere udienza"
proprio di Papi e Re, categoria in cui ebbi il previlegio di nacquere.

Comunque, bando alle ciance, cosa dice ordunque il Marco V ( non fatevi
ingannare, la V non stà per quinto di una nobile stirpe ma sol per un plebeo
nome tipo Vittorio o Vincenzo o "simila segnum umilis natalis") ?

Dice che, severinianamente cianciando, domina il "carattere procedurale"
rispetto all'"ondata identitaria".

In altre parole il "pensiero contemporaneo" batte il "pensiero tradizionale"

Ancor in altri verba, scusate il discorrer forbito ma lignaggio impone,
l'inevitabile vittoria dell'inesistenza della verità sull'esistenza,
viceversa, della stessa.

Ecco la grande "potenza" del relativismo.

Ora, mi si consenta la cocciutaggine ma, allora, l'Anoressica, è veramente
grassa ?

E l'Autista ( ma non quello che guida la mia Rolls, maaaaremma
maiiaaaaaalaaaa, voliamo alto per favore ) è un descartiano convinto ?


PS: Restando in tema seppur divergendo un po'...
http://groups.google.it/group/it.cultura.filosofia.moderato/msg/56bbf96ef59016c7?hl=it
....ma se l'"umanitarismo costituzionalizzato", illumina oggi, illumina
domani, arriva poi infine al "peccato originale" cosa fà ?
http://groups.google.it/group/it.cultura.filosofia.moderato/browse_thread/thread/0e6cecdd16cdcd16?hl=it#


Ci mette in galera tutti ?
E' questo che io mi chiedo

E chi resta fuori a dare il giro alla chiave ?
E questo che io mi chiedo

Ma poi, la chiave, si gira da sè ?
E' questo che io mi chiedo

Ma poi, questo "umanitarismo giuridico costituzionale" non sarà una gran
chiav... ?
E' questo che io mi chiedo

http://www.seatwave.es/FileStore/SEASON/IMAGE/alessandro-bergonzoni_004536_5_MainPicture.jpg


Solania

unread,
Aug 31, 2008, 8:25:48 PM8/31/08
to
Ne accennavo sul finire del post precedente "Scusate il disturbo, ma..."
dove parlavo dei medici

Ecco, volevo solo sottolinearne ulteriormente un'aspetto.

Si diceva, dunque, che oggi, parallelamente al dilagare del "relativismo", è
comparso un fenomeno quntomeno strano che solo alcuni decenni fa era
inesistente:
La NECESSITA' per qualunque medico, dal primo all'ultimo , di essere
assicurato contro le denunce che sempre più copiosamente gli piovono addosso
appena appena sbagliano qualcosa.

Ecco un'altro tema che varrebbe la pena affrontare per darvi una spiegazione
razionale al di là della banale ed ebete constatazione del fatto.

Perchè sta succedendo questo ?
Non eravamo forse beatamente andati "al di là del bene e del male" ?
Come mai, uscito dall'uscio da cui l'avevamo espulso ci torna dentro dalla
finestra questo dualismo con tanta virulenza ?

Come psicoanalista junghiano la mia risposta è molto facile:
L'"archetipo del divino", dopo il padre e la madre, non andandosi più a
collocare al suo posto presso Dio, va a ramengo e si incolla dove capita
capita, (da cui la giusta osservazione: "Non è vero che la gente non crede
più in niente; crede a tutte le sciocchezze!") preferibilmente sui medici,
neo-sacerdoti della neo-Chiesa-salvatrice-ospedale.
E' vero infatti che il medico da risposte alla morte più "efficente" di
quella del sacerdote, ti promette infatti di allungarti la vita qui, che è
cosa "evidente" , rispetto alla promessa ultraterrena del sacerdote, non
certamente altrettanto "evidente".
E quando non ci riesce ?
Come la mettiamo ?
Una volta si diceva "non cade foglia che Dio non voglia"
Purtroppo per loro, i medici, oggi, oltre agli onori si devono cuccare anche
gl'oneri e qundi il proverbio si è trasformato in : "non muore malato che il
medico non voglia".
Cioè si è trasferita sul medico quell'onnipotenza che è rimasta latente con
la morte di Dio.
E questa come la risolviamo, signori "relativisti" ?
Testa sotto la sabbia come al solito ?


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