Guido Cavalcanti,
Poeta dello stilnovo fiorentino, Firenze 1255 - 1300
Voi che per li occhi mi passaste 'l core
e destaste la mente che dormia
guardate a l'angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E' ven tagliando di si gran valore,
che deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Questa vertu' d'amor che m'ha disfatto
da vostr'occhi gentil' presta si mosse:
un dardo mi gitto' dentro dal fianco.
Si giunse ritto 'l colpo al primo tratto,
che l'anima tremando si riscosse
veggendo morto 'l cor nel lato manco.
[Guido Cavalcanti, Sonetto 13]