----- Original Message -----
Sent: Saturday, November 21, 2009 2:12 PM
Subject: [ccpnews] buio fitto, non si vede nessuna luce
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Da: "Enrico Peyretti" <
e....@libero.it>
Risposta: pa...@peacelink.itData: Sat, 21
Nov 2009 06:39:51 +0100
Oggetto: [pace] Re: articolo per
"Rocca"
Rinvio da: pa...@peacelink.itData rinvio:
Sat, 21 Nov 2009 08:49:26 +0100
Articolo che uscirà sul n. 23 di "Rocca".
Cordiali
saluti
Raniero
La Valle
IL MEZZO E’ IL MESSAGGIO
di Raniero La Valle
Articolo della rubrica
“Resistenza e pace” in uscita sul prossimo numero del quindicinale di Assisi,
Rocca (ro...@cittadella.org )
In una sciagurata intervista a “Linea Notte” il presidente dei
deputati della Lega Nord, Roberto Cota, alla domanda sul perché fare il
“processo breve” per il presidente del Consiglio e invece lasciare il
“processo lungo” per gli immigrati, ha risposto che si tratta di dare, qui e
in ogni altra occasione, la prova che “il contrasto alla immigrazione
clandestina” è una indiscutibile politica e priorità della maggioranza e del
governo. Non è questione di efficacia: alla sicurezza non aggiunge nulla che
un immigrato possa essere processato a vita, mentre molto serve alle fantasie
xenofobe sapere che nei suoi confronti la pretesa punitiva dello Stato non
viene mai meno.
In modo imprevisto si realizza il vecchio
annuncio di Marshall Mac Luhan: il mezzo è il messaggio. Perché sia chiaro che
gli stranieri che non ci servono devono stare fuori dai piedi, il mezzo è di
assimilarli, nella procedura penale, ai terroristi e ai mafiosi, di lasciarli
affondare coi barconi nel Mediterraneo, di incriminare chi li soccorre, di
arrestarli se si sentono male e chiamano il 118 o vanno al Pronto Soccorso, di
farli nascere come figli di nessuno, di braccarli se lavano i vetri o si
improvvisano giocolieri ai crocicchi delle strade. Non serve a niente, ma
serve a far capire che qui siamo inflessibili, e perciò non vengano e se ne
vadano.
L’ultimo messaggio è quello del “White Christmas”, il bianco
Natale, cioè il Natale pulito, inventato dal comune leghista di Coccaglio
(Brescia) Si tratta di fare pulizia etnica, fino al 25 dicembre, andando a
pescare in tutte le case gli immigrati non in regola, o non più, togliendo
loro la residenza. E poi c’è il messaggio dell’ “Ambrogino”, con cui il comune
di Milano ha premiato la squadra dei vigili che andava a caccia dei
clandestini sugli autobus.
Ma ci sono altri messaggi. Il “processo
breve” il premier Berlusconi se lo fa per sé, con ostentazione: tutto
l’impegno del suo ministro e dei suoi avvocati messi in Parlamento è ora
quello di aggirare la Costituzione scrivendo una legge che, senza veli,
suonerebbe così: “Silvio Berlusconi non può essere sottoposto ad alcun
procedimento penale”. Anche qui il mezzo è il messaggio; esso dice: Berlusconi
è “il sovrano del popolo”, e pertanto è insindacabile, inviolabile e non
punibile; che poi è il messaggio definitivo, finalmente svelato, della
cosiddetta “governabilità”: chi riesce a farsi eleggere poi può fare quello
che vuole e viene pulito anche il suo passato.
Insieme con questo è
arrivato il messaggio che il ministro Bondi è andato a proclamare in TV: “la
magistratura assedia la democrazia italiana”, il che vuol dire che il governo
dichiara guerra alla magistratura; il sovversivismo delle classi dirigenti
giunge qui fino all’orlo della guerra civile.
Poi ci sono i messaggi
che le tasse sono un furto di Stato, che evaderle merita una legislazione
premiale, che la corruzione non fa male e che per il resto gli italiani –
disoccupati, licenziati, cassintegrati – si arrangino, tanto la crisi non c’è.
Di questi messaggi Berlusconi è la fonte, il cuore, il catalizzatore,
la condizione, il garante. Messaggi che inesorabilmente diventano convinzione
diffusa, cultura e senso comune, riflesso condizionato, vita quotidiana. E una
società intera finirà per muoversi così, senza più neanche sapere che questi
sono diventati i suoi parametri, i suoi moventi.
Per questo la
permanenza di Berlusconi al potere è di per se stessa turbativa dell’ordine
pubblico ed è un fattore gravemente inquinante della nostra comunità
nazionale. È una lesione che diventa metastasi. Gli alti sondaggi non sono una
legittimazione, sono un’aggravante. L’accanimento terapeutico con cui i suoi
accoliti e alleati lo difendono, pur se non lo stimano e dissentono, si spiega
solo col fatto che Berlusconi è il nome del loro stesso potere, e sanno che
col voto, anticipato o no, esso finirà.
Dunque è giustificato non solo
giudicare e criticare le politiche del governo, ma anche continuare a porre il
problema personale del presidente del Consiglio, comprese le manifestazioni
popolari come quella del 5 dicembre, perché la preoccupazione in almeno la
metà del Paese è altissima, e il nostro sistema istituzionale, a causa della
riuscita neutralizzazione del Parlamento, è rimasto privo di ogni strumento di
difesa. E quanto alle nostre istituzioni educative, che potrebbero almeno
lottare con altri e alternativi messaggi, in questo tempo hanno smesso di
educarci.
Raniero La Valle