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metadati
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Bianca G.  
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 More options May 15 2012, 3:38 am
From: "Bianca G." <bianca.g...@gmail.com>
Date: Tue, 15 May 2012 00:38:33 -0700 (PDT)
Local: Tues, May 15 2012 3:38 am
Subject: metadati
Buongiorno.
Propongo un approfondimento del problema dei metadati, più volte
accennato nelle ultime discussioni, ma che mi sembra meriti un
ragionamento autonomo.
Nello scenario attuale appare evidente che la catalogazione delle
risorse digitali non possa essere affidata al solo intervento di
singole biblioteche. Anzi sembra andare al di là dell'ambito
bibliotecario, riguardando gli editori, i distributori, i fornitori...
Non è solo un problema di costi, ma di evoluzione dei cataloghi. In
ambito accademico per esempio si sta iniziando a sostituire
l'interfaccia "classica" dei cataloghi con l'accesso tramite Discovery
Tool. L'analisi di questi strumenti è ancora all'inizio, ma la loro
principale innovazione consiste in una ricerca monocampo alla Google,
i cui risultati vengono presentati secondo un criterio di ranking
(arricchito da faccette), che dipende dall'indicizzazione di metadati
contenuti in un indice centrale. Alcuni metadati sono prodotti
localmente (catalogo, repository istituzionali) ma molti altri
dipendono da accordi privati tra i produttori di Discovery Tool e gli
editori/distributori. I Discovery Tool iniziano a essere usati anche
per le biblioteche non accademiche (Cataloghi della British library,
Trove della National Library of Australia...).
Le risorse digitali non rispondono quindi ai criteri di catalogazione
cui siamo abituati. La produzione di metadati, contrariamente al
passato, tende sempre più a sfuggire dall'ambito delle biblioteche. I
bibliotecari dovranno pensare sempre di più se stessi allora come
interlocutori dei produttori di contenuti, per la "contrattazione" di
standard di metadati ricchi, granulari, interoperabili... Questa
esigenza non riguarda solo i contenuti editoriali ma anche quelli Open
Access. Gli open data che vengono spesso citati (messi a disposizione
liberamente dal Cern, da Harvard…) non solo non sono utili se non
riusciamo a costruire intorno ad essi dei servizi, ma non sono per
niente completi. Anzi spesso si limitano a uno standard minimo (il
Dublin Core non qualificato) che rimane molto al di sotto delle
informazioni che vengono prodotte da un catalogatore e veicolate dagli
OPAC tradizionali.
Se non ci preoccuperemo di curare le problematiche relative ai
metadati in questa nuova ottica rischieremo che la qualità delle
informazioni diffuse attraverso lo strumento potentissimo del web sia
talvolta più bassa di quella diffusa con gli strumenti cartacei.
Segnalo un gruppo di lavoro internazionale del NISO che si occuperà di
questi temi, coinvolgendo editori, fornitori e bibliotecari:
http://www.niso.org/workrooms/odi/
Sarebbe interessante che nascesse qualche cosa di simile anche in
Italia. Il settore degli ebook appena nato potrebbe essere un terreno
proficuo per intavolare una discussione di questo tipo. Ho visto con
piacere in questo gruppo che alcuni bibliotecari e produttori/
fornitori di ebook sono sensibili all'argomento. Grazie a chi vorrà
condividere ulteriormente le proprie riflessioni.
Buona giornata,

Bianca Gai


 
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Elena Borsa  
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 More options May 21 2012, 4:35 am
From: Elena Borsa <ebbel...@gmail.com>
Date: Mon, 21 May 2012 01:35:58 -0700 (PDT)
Local: Mon, May 21 2012 4:35 am
Subject: Re: metadati

Buongiorno.
Trovo l'argomento molto interessante e direi cruciale. Purtroppo non ho
esperienza e competenze sufficienti per entrare nel merito degli aspetti
tecnici. Non posso però che fare mia questa osservazione della collega Gai:

Se non ci preoccuperemo di curare le problematiche relative ai

> metadati in questa nuova ottica rischieremo che la qualità delle
> informazioni diffuse attraverso lo strumento potentissimo del web sia
> talvolta più bassa di quella diffusa con gli strumenti cartacei.

La qualità dell'informazione digitale credo sia quello a cui le biblioteche
debbano mirare. Come questo possa avvenire ancora è tutto da vedere, ma
penso che il ruolo dei bibliotecari, che da millenni trattano informazioni,
debba essere centrale e possa soprattutto far tesoro sia delle competenze
catalografiche che di relazione con l'utente, che è poi l'ultimo fruitore
del nostro lavoro.
Buona giornata
Elena Borsa

 
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Discussion subject changed to "Ebook, biblioteche pubbliche ed editori: le strategie" by marilena puggioni
marilena puggioni  
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 More options Jul 9 2012, 4:49 pm
From: marilena puggioni <marigi...@yahoo.it>
Date: Mon, 9 Jul 2012 21:49:47 +0100 (BST)
Local: Mon, Jul 9 2012 4:49 pm
Subject: Ebook, biblioteche pubbliche ed editori: le strategie

Segnalo un articolo di Pat Losinski, che affronta questioni importanti per il futuro delle biblioteche.

http://www.thedigitalshift.com/2012/07/ebooks/ebook-strategy-and-publ...
Molto interessanti anche i commenti.

Marilena Puggioni


 
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Franco Perini  
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 More options Jul 11 2012, 4:19 am
From: Franco Perini <frper...@tin.it>
Date: Wed, 11 Jul 2012 10:19:46 +0200
Local: Wed, Jul 11 2012 4:19 am
Subject: Re: [ebook-biblioteche] Ebook, biblioteche pubbliche ed editori: le strategie

La sbronza da /overdrive/ è in via di smaltimento?
Anche i bibliotecari usa cominciano a capire che con il diritto d'autore
vigente, il digital lending non potrà che restare un cavallino zoppo?
Benvenuti! Lo scrivevamo su AIB-CUR due anni fa, fa piacere che anche i
colleghi americani abbiano finalmente messo a fuoco la cosa e se ne
preoccupino.
La cosa mi conforta, loro sono davvero capaci di mobilitarsi, qui da noi
o ti dicono "e allora? tanto possiamo sempre prestare i libri.." oppure
"si possono stringere accordi economici accettabili con gli editori
anche senza modificare le normative".
Franco

On 09/07/2012 22:49, marilena puggioni wrote:


 
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Luciana Cumino  
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 More options Jul 16 2012, 12:51 pm
From: Luciana Cumino <scill...@gmail.com>
Date: Mon, 16 Jul 2012 18:51:28 +0200
Local: Mon, Jul 16 2012 12:51 pm
Subject: Re: [ebook-biblioteche] Ebook, biblioteche pubbliche ed editori: le strategie

Per restare in tema posto questo link che mostra come anche in Gran
Bretagna ci si comincia a muovere nella direzione di una normativa sul
digital lending che tuteli gli interessi di tutte le parti coinvolte,
biblioteche comprese:

http://www.thebookseller.com/news/vaizey-announce-e-lending-review.html

Luciana

Il giorno 11 luglio 2012 10:19, Franco Perini <frper...@tin.it> ha scritto:


 
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