che fine hanno fatto le casalinghe?

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primarosa pia

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Feb 19, 2012, 10:06:10 AM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com
quelle vere, non quelle improbabili di improbabili fiction, quelle che tappano i buchi di chi "lavora", si adattano ai loro orari, riempiono le loro assenze, riducono i loro disagi,suppliscono alle mancanze gravi dei servizi sociali, non sono mai fuori orario, non percepiscono straordinari, niente ferie, niente feste, niente tredicesima, niente stipendio, niente cioè reddito autonomo, niente, e dico niente, per tutta la vita, da poter gestire in modo autonomo... ho detto per tutta la vita, sì, oppure... al momento in cui sventuratamente la casalinga diventa vedova cosa succede? ecco... sì, ecco che può gestire il reddito diventato suo.. già... ma quanto del reddito precedete le viene "elargito"? il 60% del reddito percepito dal marito.
improvvisamente, con la vedovanza, oltre ovviamente  a tutto ciò che comporta umanamente, la signora casalinga vede il reddito della sua famiglia ridursi del 40%.
signora camusso, signora marcegaglia, signora fornero, intorno al tavolo in cui si parla di lavoro e di pensioni non vi pare che questa persona desaparecida abbia diritto di rappresentanza? esiste in italia un altro tipo di "lavoratore" soggetto a queste condizioni?
 
pensieri volanti, in un pomeriggio domenicale, con un po' di febbre che viene e va...
 
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adele cambria

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Feb 19, 2012, 10:24:18 AM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com

Brava Primarosa, tanti e tanti anni fa noi femministe aprimmo il dibattito sul salario per il lavoro domestico(oggi si dice “di cura”). Tutta la sinistra era contro. Se non ci fosse stata Maria Rosa Dalla Costa a collocare il discorso in un ambito scientifico(nella misura in cui all’epoca si definiva il marxsismo “socialismo scientifico”) di quei dibattiti non ne sarebbe restato nulla. Io,come effimera Direttrice di Effe, proposi una discussione collettiva, c’era Lidia Menapace(contrarissima!), la grande Alma Sabatini-che , essendo felicemente single non aveva il problema, ed altre donne che casalinghe lo erano davvero…Aderirono poi, per un seminario, Dacia Maraini e Maria Rosa Cutrufelli.

Da: deporta...@googlegroups.com [mailto:deporta...@googlegroups.com] Per conto di primarosa pia
Inviato: domenica 19 febbraio 2012 16.06
A: deporta...@googlegroups.com
Oggetto: [R-esistiamo] che fine hanno fatto le casalinghe?

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lidia menapace

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Feb 19, 2012, 11:01:56 AM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com
Non si capisce da ciò che dice Adele Cambria, che ringrazio per la citazione, a che cosa fossi contraria, probabilmente al  "salario alle casalinghe", come di fatto era, (e ottenni che si dicesse salario al lavoro domestico) perchè non volevo che  fosse definito come un lavoro solo per donne, comunque grazie lidia

lidia menapace

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Feb 19, 2012, 10:48:37 AM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com
Anni fa l'Udi cercò di ottenere la "pensione per le casalinghe" con grandi manfestazioni  ecc., ma non ci riuscì e venne al suo posto fatta la "pensione sociale minima", meno male, qualcosa; siccome le casalinghe vedove percepiscono la reversibile del marito (in parte, come dici giustamente)  fu messa anche la reversibile se vedovo resta il marito, cosa che mi pare giusta. Quanto  al lavoro della casalinga, viene impropriamente detto  lavoro di cura, cioé non pagato, invece dovrebbe essere detto lavoro della riproduzione domestica e se si valuta in numero di ore (senza considerare che è un mestiere molto usurante o pericoloso e di grande responsabilità) è così necessario che ciò che nessuna società riuscirebbe a sopportare é lo sciopero a oltranza delle casalinghe.  E' in corso presso economiste e sociologhe femministe una riflessione teorica importante in merito. Rivolgiamoci pure a Camusso Mercegaglia e Fornere, le quali ovviamente non sono casalinghe e che copiano (la Camusso no) la giornata maschile avendo tutte le possibili facilitazioni di chi disponendo di un reddito proprio se ne serve : auguro il meglio, a per ora ci spero poco lidia
----- Original Message -----
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Dina Iraldi

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Feb 19, 2012, 4:58:49 PM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com
Parole sante Primarosa! Questo tipo di casalinga esiste ancora o è in estinzione? (Sono mai stati fatti sondaggi affidabili in merito?) Sarebbe comunque ora di prendere finalmente in considerazione la tutela di queste lavoratrici per troppo tempo dimenticate e bistrattate. Per la buona riuscita della più piccola società che esiste (la famiglia) occore un "manager" oculato, previdente, con notevole attitudine al sacrificio. Le gentili signore che hai citato, credo capiscano bene o dovrebbero capire senza troppe chiacchiere l'importanza dell'argomento. Un buon menagement famigliare è il miglior presupposto per più ardue imprese. E la donna-casalinga supportata, riqualificata ed inserita in un quadro economico adeguato è sicuramente disponibile a reinvestire nella sua "mini-
azienda" dando linfa vitale alla società.

primarosa pia

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Feb 19, 2012, 7:12:34 PM2/19/12
to deporta...@googlegroups.com
vedi lidia, [e anche adele] alle casalinghe frega ben poco di come vengano definite nelle riflessioni delle economiste e sociologhe femministe di ieri e di oggi, e ti confesso a me ancora meno, perchè questi eufemismi [ come molti altri del resto] mi lasciano solo immaginare ore di discussioni che di concreto hanno ben poco. 
non che non le apprezzi, intendiamoci, ma siccome credo che le casalinghe non siano stupide non penso che questo a loro possa bastare

tu lidia adesso non puoi venirmi a dire che sia stata una conquista loro favorevole la reversibilità agli uomini [ che molto difficilmente sono stati casalinghi e che godevano dunque già comunque di un reddito autonomo, così come succede per le donne "lavoratrici"] e nemmeno la pensione sociale minima, che presuppone per uomini e donne assoluta mancanza di reddito indipendentemente dalla condizione altra.
hanno subìto invece una drammatica mancanza di tutele, di cui chi ha ricoperto ruoli di responsabilità non può chiamarsi fuori con un'alzata di spalle e un po' di chiacchiere.
partendo da una coppia tipo, lei casalinga, lui pensionato, il loro reddito è già stato ridotto al momento del pensionamento di lui, ma io voglio denunciare quanto pesantemente si riduca per lei [ o per lui in caso fosse casalingo, così sei contenta] nel malaugurato caso in cui rimanga vedova.. e non è un discorso da reddito minimo, è un discorso di iniqua decurtazione del reddito da parte di una legge dello stato sulla quale secondo me potrebbero perfino riscontrarsi caratteri di incostituzionalità ok? 

richiamo in causa le tre donne marcegaglia camusso fornero e non mi importa niente se non sono casalinghe, perchè non le ritengo così limitate di cervello da essere così corporative, e se fossero tre uomini li chiamerei in causa ugualmente, perchè nemmeno io sono così limitata di cervello da perdermi in considerazioni così piccole.
il problema esiste ed è grande e urgente, è tempo che ci se ne occupi seriamente

..notte
primarosa


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Da: lidia menapace <lidiam...@alice.it>
A: deporta...@googlegroups.com
Inviato: Domenica 19 Febbraio 2012 16:48
Oggetto: Re: [R-esistiamo] che fine hanno fatto le casalinghe?

lidia menapace

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Feb 20, 2012, 5:41:42 AM2/20/12
to deporta...@googlegroups.com
Carissima, io non sono favorevole a conservare il "ruolo" della casalinga, voglio che diventi "casalingato" e venga diviso tra i due generi . Specialmente in periodo di crisi: se viene favorito il ritorno a casa delle donne, ci sarà anche una diminuzione della  frequenza scolastica delle ragazze e il diritto allo studio è stata la più grande conquista delle donne in Italia. Quanto alla differenza tra Fornero Marcegaglia e Camusso è che Camusso  fa parte del Movimento "Usciamo dal silenzio" e di "Se non ora,quando?". Può darsi che le mie posizioni siano sbagliate (e quindi possano essere confutate): ma nel corso di una crisi capitalistica  strutturale e globale bisogna stare attente dove si mettono le mani. Poiché  però vedo che sono molto fastidiosa, da questo intervento sospendo , e leggerò solo ciò che gentilmente inviate, inoltrandolo anche alla mia mailing list. Devo dire che mi disturba molto la perdita di tempo e lo sfoggio di sarcastica erudizione che sta diffondendosi tra i listaioli e non mi ci metto.  Auguro tutto il successo possibile alle iniziative  promosse dalla lista lidia        

primarosa pia

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Feb 21, 2012, 10:03:42 AM2/21/12
to deporta...@googlegroups.com
scusa, lidia, scusami tanto anzitutto per il tono aggressivo della mia lettera, di cui mi dispiace moltissimo, ma purtroppo non sono ancora riuscita a calmarmi.
lasciando da parte i toni e il rispetto che in ogni caso devo a te e ad adele per la vostra persona e per la vostra storia, cercherò di spiegarmi meglio:

io sto denunciando un dato di fatto, che di fatto è come minimo un sopruso.

chiedo che si intervenga su questo, ora, subito.

scusami se continuo a non ritenere convincenti le tue argomentazioni, è ovvio che ci si riferisce a uomini e donne, è ovvio però che la maggioranza sono donne. riguardo il casalingato credo molti giovani lo stiano già attuando, ma come esistono i disoccupati di cinquant'anni esistono le casalinghe di cinquant'anni, assolutamente invisibili e non rappresentate.

che poi una correzione ad una norma che oggi penalizza possa portare essa sola a tutti gli sfaceli che tu evochi, diminuzione della scolarizzazione, ritorno alle mura domestiche ecc.. tutto è da dimostrare.. che facciamo, legittimiamo i deterrenti come fa la lega con gli immigrati? o non aiutiamo i barboni [ senzafissadimora] così nessuno fa più il barbone?

il fatto è che le casalinghe esistono, non tutte per obbligo, qualcuna per scelta, immagino, e il sopruso pure. [ dina, ho cercato i dati sulle statistiche dell'INAIL (le casalinghe devono pagarsi una polizza dedicata) ma bontà loro è in ristrutturazione, ma tutto questo mio intervento è scaturito dal fatto che ho sentito in radio l'intervento di una donna definitasi casalinga, di 29 anni] 

bene, perchè camusso non si occupa di questo allora, coinvolgendo le sue interlocutrici?

scusami ancora lidia, so di essere stata ancora antipatica ma spero meno aggressiva [ in realtà appaio tale a volte via mail ma di persona non lo sono] 
ovviamente spero non manterrai la promessa di non intervenire più, la ricchezza di questa lista sono proprio le nostre differenze, i nostri difetti, i nostri talenti, anche un po' i nostri snobismi, ma sei tu che insegni a me che è condividendo e discutendo che si cresce, da adulti, non da bambini egocentrici come a volte siamo un po' tutti, senza perdere di vista la realtà, e soprattutto il futuro

un abbraccio sorellesco e r-esistente a donne e uomini
primarosa

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Inviato: Lunedì 20 Febbraio 2012 11:41

Angela Persici

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Feb 21, 2012, 11:54:38 AM2/21/12
to deporta...@googlegroups.com
... esistono le casalinghe di cinquant'anni, assolutamente invisibili e non rappresentate.
 
e moltissime non per scelta.
 
comprendo chi ha la possibilità di "essere/fare" la casalinga perchè credo nella libera scelta di ognuno
 
anche alcuni uomini stanno iniziando questo percorso.
 
con buona pace di tutti voi penso che quando ci saranno tanti uomini casalinghi, et voilà, arriveranno assicurazioni e quant'altro a sostegno.
 
al momento le casalinghe .... roba poco interessante, magari le si pensano ignorantotte, magari le si immagina come poco combattive o come "colpevoli" della loro situazione di non-impiegata-a-tempo-indeterminato-con-poche-opzioni-di-professionalità-e-poi-la-cura-dei-figli-dei-genitori ....meglio una giovinetta da intortare
 
è questo polso, la fotografia dello stato dell'arte così com'è, credo, che fa apparire aggressiva pp
 
statemibbuone, abbracci
angela p
 
 

lidia menapace

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Feb 21, 2012, 9:02:41 PM2/21/12
to deporta...@googlegroups.com
Cara primarosa non sono facile a cambiare decisione e quindi  questo mio intervento vuole essere una risposta a domande che mi fai e non altro. lidia
 
 La questione delle casalinghe è antica, ma non tanto. Data dalla rivoluzione industriale. Prima le donne facevano le contadine le artigiane  le mercantesse  le maestre  (quelle che lavoravano, le altre facevano le signore, oppure le schiave): potevano andare al mercato a vendere i prodotti del loro lavoro (per le contadine ad esempo pollaio e conigliera: uova polli conigli ecc.) e tenersi il reddito che poi usavano per la dote materiale delle figlie (piumino d'oca, lenzuola ecc.: non ho nessunissima nostalgia).  Quando cominciò la  rivoluzione industriale, molti contadini poveri furono richiamati nelle città (urbanesimo) con le loro famiglie appresso, in  terribili condizioni di miseria (gli slums di Londra,i Fabiani ecc-), le loro mogli vivevano ai margini ed erano addette -come si disse decenni dopo- ad essere la "quarta squadra", che si occupava -non pagata- della manutenzione della mano d'opera (lavare cucinare scaldare il letto)   perdendo qualsiasi indipendenza, e diventando quelle che si presentavano all'uscita dalle fabbriche al fine settimana per farsi dare dai mariti il salario, prima che  andassero a ubriacarsi ecc. Lasciamo andare. Le casalinghe dunque sono tecnicamente "schiave" perchè il lavoro non  pagato si chiama schiavitù. Ma se lo si lega alfa famiglia,  allora "angelo del focolare, "cura" e altri nobili eufemismi.  Nel diritto inoltre è vietato lavorare alle dipendenze dei propri famigliari. E' utile far fare una così gran mole di lavoro (senza riconoscerlo come lavoro) da donne di condizione modesta,  perchè se in quelle condizioni lavora uno solo in famiglia, la moglie lo scongiurerà di non scioperare per non essere licenziato o perdere parte del salario. Sicchè la casalinga è anche un ammortizzatore sociale, meglio della Cig. E dato che lava stira cucina pulisce partorisce allatta educa si cura dei vecchi ecc, viene ironicamente definita "servizio sociale onnicomprensivo non pagato": tale ne é la definizione "scientifica".
 
 Come si fa per avere un sufficiente "parco casalinghe"? si tengono le donne lontane dalla scolarizzazione, il che le colloca fuori dal mercato del lavoro: Ma pian piano anche le famiglie più sprovvedute, la finiscono di mandare a scuola i figli maschi e le ragazze le tengono ignoranti, tanto devono solo sposarsi e per quello non occorrono titoli di studio. Bambine e ragazze vanno a scuola, sono più numerose e persino più brave dei loro coetanei. Fino a che una ventina di anni fa  avviene il "sorpasso". Bambine ragazze donne sono più numerose e ottengono risultati scolastici migliori di quelli dei loro coetanei maschi nelle scuole di ogni ordine e grado. Cadono le ultime barriere formali. Fa scalpore nel Sessantotto il caso di una laureata in giurisprudenza, che manda tutti i documenti richiesti per il concorso in magistratura, e se li vede restituire con la dicitura: "manca il requisito del sesso": la poverina non era asessuata, bensì apparteneva al sesso sbagliato. Cadde tra le risate più irridenti. Questo processo non è ancora consolidato e se nei progetti di sviluppo e crescita del lavoro non ci si impegna a difendere lo stato sociale universalistico, si avrà una contrazione dei servizi  erogati dai comuni dopo i tagli selvaggi ai loro bilanci, (nidi, scuole per l'infanzia, assistenza agli anziani/e), di scuola e sanità, che sono luoghi di lavoro molto cari alle donne e condizione perchè possano scegliere anche un lavoro fuori casa Addosso alle donne  si riverserà di nuovo tutto ( si chiamerà "nuovo Welfare?). Insomma la questione di definire che lavoro é quello che si fa a casa e che i diritti non si "meritano", si hanno è una questione cruciale. Insomma per le casalinghe bisogna avere una idea dell'economia della riproduzione (sto scrivedoci un libro). Scusa se la prendo così dalla lontana, ma non si può aggirare una quesitione che riguarda più della metà della popolazione (perchè tutte le donne, tranne le ricchissime ministre, fanno almeno un po' di lavoro casalimgo e questo spesso le ostacola nella carriera, se lavorano anche  fuori). Non so se ho risposto, e se sono riuscita a spiegare pechè devi occuparti della scolarizzazione ecc. Vorrei far capire che non c'é un solo problema facile oggi, perché siamo dentro una crisi capitalitica strutturale e globale, e   che non bisogna "uscre dalla crisi", ma dal "capitalismo in crisi". sennò cresce solo la barbarie. Ecco un pezzetto dei ragionamenti che si debbono affrontare per cercar di rispondere alle tue riflessioni, che tuttavia hanno il pregio di rimettere le casalinghe all'ordine del giorno. ciao con affetto lidia 
l

a<riocheuistada<te atue parpolessità. La<quetion3 deelelcasdalin ghe è antca,ma non tanot. Infatti le<caalin ghe esistono da<dopo larivbokluzioneindustriale, prima<la

Anna Maria Ori

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Feb 22, 2012, 3:53:09 AM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com

Posso aggiungere due righe di esperienza personale? Io, nata nel 1942, ho assorbito dall’ambiente familiare, il concetto mai espresso esplicitamente ma concretamente dimostrato nel vissuto, che i “fatti”, cioè le faccende domestiche, sono cose che riguardano le donne di casa, a prescindere dall’eventuale lavoro fuori casa. Ancora oggi, dopo laurea, perfezionamento e numerose soddisfazioni editoriali, finito di sbrigare le faccende di casa (purtroppo mi piace anche avere le cose a modo mio, e mi faccio aiutare solo per lavori molto pesanti) penso tra me e me, mettendomi al computer, o preparandomi ad andare in archivio a o tenere una conferenza: «… e adesso andiamo a lavorare!», quasi che il rassettare, cucinare, stirare e quant’altro non sia “lavoro”, ma qualcosa di dovuto, di ovvio che tocca a me.

Eppure ho partecipato a tutte le battaglie femminili, ho preso coscienza della posizione subordinata della donna, ho esercitato, fuori dell’ambiente domestico, posizioni di un certo potere con autorità riconosciutami anche da maschi.

Inoltre ho abituato i miei due figli maschi a “fare i fatti” e a cucinare, e da quando avevano sette o otto anni non ho mai messo mano né alla loro camera né al loro bagno, né al loro studio; e adesso le mie nuore mi ringraziano. Mio marito, invece, è quasi irrecuperabile; la sua è una mentalità maschile profondamente radicata, e solo con molta fatica sono riuscita ad “addestrarlo” un po’ ad aiutarmi, ma con risultati modesti. Almeno però adesso non giudica più “umiliante” prendere in mano la scopa e spazzare un pavimento, ma solo dopo quarant’anni di matrimonio! Invece si occupa volentieri del giardino e dell’orto, perché la ritiene un’occupazione maschile, confacente alla sua laurea in agraria.

 

Cosa voglio dimostrare? Che, così come nel dialetto sono rimaste parole che rimandano a usi e oggetti antichi e dimenticati, anche nelle mentalità si sono radicate abitudini che vediamo accolte e sottolineate nella legislazione, e che temo saranno durissime da estirpare, soprattutto in un fase difficile per le famiglie come questa.

Se anche noi donne consideriamo nell’inconscio il lavoro domestico in tutte le sue declinazioni, compreso il lavoro di cura di infanti e anziani,  un “fatto”, non un “lavoro”, saremo noi per prime a doverci liberare di questo pregiudizio che la storia ci ha incollato addosso, tenendoci in una condizione di inferiorità anche culturale pesantissima.

Anna Maria Ori

 

 

Da: deporta...@googlegroups.com [mailto:deporta...@googlegroups.com] Per conto di lidia menapace
Inviato: mercoledì 22 febbraio 2012 03:03
A: deporta...@googlegroups.com


Oggetto: Re: [R-esistiamo] che fine hanno fatto le casalinghe?

Priorità: Alta

Brunello Mantelli

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Feb 22, 2012, 5:32:19 AM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
Parole sante, Lidia. Proprio così. Il problema di un salario di cittadinanza (problema serio) ha senso se è posto in modo universalistico, fermo restando che è un tampone finché il capitalismo resta tale. Molto meglio l'obbligo generalizzato al lavoro socialmente produttivo unito ad una secca riduzione dell'orario di lavoro che tenga conto della contrazione progressiva del tempo di lavoro necessario. La figura della casalinga va semmai socialmente abolita, non salarizzata, ed ovviamente il lavoro domestico (ridotto anch'esso come carico e come tempo grazie alla fornitura da parte della collettività organizzata di serrvizi sociali di qualità - basta guardare in Scandinavia, non certo socialista) va suddiviso tra i membri dello stesso nucleo. Almeno io la vedo così. Ora vi devo salutare, però, perché vado a preparare un arrosto (mentre Giovanna, giustamente, continua a lavorare al suo libro ;-)).

Brunello Mantelli

PS: le casalinghe son state una forte componente della base elettorale di Berlusconi, per inciso.
"Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed
intelligere" (Baruch Spinoza)

Prof. Dr. Brunello Mantelli
Dipartimento di Culture, Politica e Società
Department of Culture, Politics and Society
Ufficio presso l'ex Dipartimento di Storia
Università di Torino - Turin University
via Sant'Ottavio 20
10124 Torino
Italia - Italy
tel. (+39)0116709662
fax (+39)0116709698
e-mail: brunello...@unito.it
e-mail: prof.brunel...@gmail.com
cell. (+39)3384287137

Brunello Mantelli

unread,
Feb 22, 2012, 12:39:23 PM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
Beh, anch'io quando ad es. lavo i piatti non penso di "star lavorando", ed una volta finito ritengo pur io di "star per mettermi finalmente al lavoro". Il lavoro di riproduzione NON lo considero lavoro semmeno quando lo faccio io. Semmai una necessaria rottura di palle. Cosa sono, sessista-masochista? Mah...

BM

PS: poi ci son delle pigne che io non ho e Giovanna sì, e viceversa. Lei lustrerebbe il forno dopo ogni uso, io una volta ogni 6 mesi, mentre io amo fare il letto ogni mattina appena alzato, e lei invece è meno nevrotica sul punto. Ma queste sono variabili soggettive.

primarosa pia

unread,
Feb 22, 2012, 1:26:02 PM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
brunello, se la piantassi di raccontarci i fatti tuoi e mi rispondessi nel merito?

se in italia esiste una casalinga non percettrice di reddito personale è giusto che il giorno in cui rimane vedova il suo reddito si veda tagliato dallo stato del 40%?
o mi rispondi o mi dimostri che in italia oggi non esiste nessuna casalinga [nell'accezione comune del termine, senza tanti ricami, ok? o devo regalarti un dizionario?]

poi, già che ci sei, organizza le risposte in un unico invio, ok?
uffa
primarosa


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Da: Brunello Mantelli <prof.brunel...@gmail.com>
A: deporta...@googlegroups.com
Inviato: Mercoledì 22 Febbraio 2012 18:39

Brunello Mantelli

unread,
Feb 22, 2012, 1:38:20 PM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
Risposta n. 1: hic et nunc sì, in linea di principio sì, mi pare ragionevole, dato altresì il generale quadro legislativo vigente (eppoi perché prima il reddito al 100% sosteneva due persone, mentre dopo una persona sola. Sennò inoltre si rischierebbero avvelenamenti a catena di mariti pensionati :-)). Casomai la questione è che non dovrebbero esistere pensioni inferiori ai 1000 euro. Questo sì che è scandaloso. Fermo restando che la figura della casalinga pura NON dovrebbe esistere e che un salario alle casalinghe non sarebbe altro che un ribadire il basso tasso di donne che lavorano in Italia. Un disincentivo. Altro è il discorso per un salario di cittadinanza che farebbe saltare lo pseudo-welfare familistico italico.

Risposta n. 2: perché mai dovrei far la fatica di organizzare le risposte e toglierti il piacere di pasticciarci un po' tu? :-p

BM

primarosa pia

unread,
Feb 23, 2012, 5:09:10 AM2/23/12
to deporta...@googlegroups.com
1) ok, anche l'operaio di fonderia non dovrebbe esistere, dimezziamogli lo stipendio e togliamo l'articolo 18 così va a fare il dirigente d'azienda o il docente universitario X( arrabbiatoper i famosi barboni, poi.. meglio se sto zitta, eh?

2) d'ora in poi ti faccio passare un solo messaggio al giorno e quale messaggio lo scelgo io :P linguaccia
 
riuffa
pp


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Inviato: Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:38

Vincenzo Tedesco

unread,
Feb 23, 2012, 7:03:46 AM2/23/12
to deporta...@googlegroups.com
Non so se la casalinga finirà, ma certo i lavori di casa non termineranno mai: quindi, nella situazione ottimale due lavoratori che convivano debbono contrivuire in aprti uguali allo svolgimento dei cosiddetti "servizi" o "faccende domestiche" (bellezza delle varie declinazioni regionali...), mentre nel caso in cui uno dei conviventi (quasi sempre la donna) non abbia un'occupazione retribuita, li svolgerà lei/lui, nella consapevolezza che l'altro/a, essendo impegnato/a nel lavoro esterno potrà essere esonerato/a (magari temporaneamente) dallo svolgimento dei lavori di casa. Si spera che le casalinghe coltivino l'aspirazine a trovare un'occupazione retribuita, che porrebbe il nucleo familiare in condizioni migliori rispetto alle sue capacità economiche.

Se, però, si desse il caso di uomini o donne che decidano, d'intesa con il partner, di svolgere soltanto i lavori di casa e di accudire l'eventuale prole, si tratterebbe di decisione dignitosa e rispettabile, che dovrebbe fare sempre,però, i conti con una diminuita capacità finanziaria del nucleo (come sopra detto).

Non so se ho espresso un concetto equilibrato: dovrei essere capace di stabilirlo, a me pare di sì.
Quel che mi rattrista è che alcune persone siano costrette a fare le casalinghe per le difficoltà di trovare un impiego, oppure che alcune persone facciano le casalinghe perché è più comodo farsi mantenere.... magari occupandosi di casa e figli in modo superficiale e svogliato.... ma qui non vorrei essere indelicato (ci ho le prove).

Cordialmente
Vincenzo Tedesco
(da sempre felicemente impiegato al pari dei fratelli nello svolgimento delle attività domenstiche dall'età di anni 10 e prima: non ho mai ipotizzato una condizione diversa dell'esistere. Sono/ero qui in famiglia e faccio la mia parte, perché no?)


PS. dai propri interventi di risposta si dovrebbero cancellare gli interventi altrui, per non trasforare le email in papiri senza fine.

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