mi spiace, nello e lidia, ma sono d'accordo con angela, e siccome mi rendo conto di quanto il mio parere sia molto meno autorevole del vostro vi prego di leggermi a voce bassa, quasi un sussurro, e se volete anche un po' riluttante, ma il sasso è stato lanciato, non posso non raccoglierlo.
come sapete, da familiare di quattro deportati politici uno dei quali morto a 17 anni di fame fatica e stenti a mauthausen-gusen, quando sono stata coinvolta da mio padre che ha scritto le sue memorie ed ho DOVUTO iniziare a cercare il filo cui aggrapparmi per seguire il percorso sul quale mi sono incamminata
con sempre maggiore curiosità e passione, ho sentito la necessità di "capire" e ancora oggi non so se ci sono ben riuscita e di certo so di non avere niente da insegnare.
ho avuto la fortuna di frequentare il corso di 10 giorni a yad vashem, ho visitato più di 20 Campi, [ brunello, mi spieghi perchè nella lingua italiana Istituto magistrale è degno di maiuscola e Campo di sterminio o concentramento no?] ho conosciuto, conosco, molti ex deportati con i quali mi sono anche confrontata, spero mi diate tutti atto degli sforzi che faccio con la mailing DEPORTAZIONEMAIPIU di dare voce a tutti coloro i quali, nel rispetto della costituzione, sentono il bisogno di trovare ascolto, se pur coi limiti oggettivi di cui certo sono ben consapevole.
ecco.. sto scrivendo ed è arrivato il nuovo contributo di angela, che meglio di me spiega il mio pensiero.
lo so che qualcuno si appellerà al testo della legge istitutiva della giornata della memoria , ma considerati i tempi in cui è nata è stato inevitabile che fosse così, ma ora? si potrà ripensare e ragionarci un po' sopra?
francamente le questioni sono molteplici, inizio col dire, appunto che, secondo me, la memoria di ciò che è stato il più feroce pianificato e esteso tentativo di genocidio della storia dell'umanità è talmente "altro" da azioni comunque "di guerra" se pur
efferate [ come in tutte le guerre d'altronde se pur in forme diverse si verificano e si sono verificate] certamente da sovrastare ma addirittura da "adombrare" proprio nella sostanza questi fatti, per cui una separazione, oltre che evitare la "marmellata" in cui troppi "dilettanti" dell'argomento diluiscono ogni cosa, qualcuno arrivando ad infilarci di tutto, renderebbe credo più "giustizia" a tutte le vittime, lasciando spazio per mettere chiaramente in luce le differenze, che indubbiamente ci sono, e che non sono classifiche, figuriamoci, ma sono distinzioni dovute, perchè fortemente volute anche dai reduci!!
io non credo che esistano deportati politici che non si rendano conto della differenza tra la loro deportazione e la shoah, pur essendo quasi sempre stati vittima della stessa vita riservata ai selezionati per il lavoro ma anche a quelli per lo sterminio
immediato se non considerati abili al lavoro o a quello conseguente alla completa consunzione, così come so per esperienza diretta quanto gli stessi deportati politici, i kz di mantelli, per intenderci, ci tengano a non essere confusi con gli imi, fino a pochissimi anni fa i meno capiti, ma che non possono che giovarsi di un ascolto più attento e... dedicato!!
ecco il mio pensiero, quanto di più lontano dall'assessore che sceglie per sentito dire ma si DEVE fare, lo chiede la LEGGE, dall'autore di testi che umiliano e terrorizzano più che spiegare, dai tuttologi un tanto al chilo, dalla paginetta in cui si pensa di raccogliere il tutto e il nulla, dall'insegnante che invita il testimone come fosse uno storico, senza contestualizzare, dal gran numero di personaggi molto bravi a
vendersi a scapito di altri meno interessati al marketing, dai viaggi o delle riunioni "in batteria", senza riscontrare i "ritorni" dei ragazzi più difficili, non solo dei più attivi nel farsi luce.. ma anche dalle sovraesposizioni giustamente richiamate da brunello, e in questo caso penso proprio alla shoah e a certi ... frastuoni..
come diceva alberto cavaglion l'anno scorso, la soglia oltre la quale l'azione provoca una reazione è molto labile, bisogna tenerne conto, perchè tutto va contestualizzato anche all'oggi, ma, aggiungo io, soprattutto al futuro!
e allora?
e allora credo sia ora di guardarci in faccia, e di smetterla di far finta di credere che in un giorno, anche una settimana, si possa fare
qualcosa di utile per quanto riguarda la conoscenza.
possiamo piangere i nostri morti, chi ha capito e vuole farlo con noi è benvenuto, ma la conoscenza, la consapevolezza, deve partire da programmi scolastici veri, affidati ad esperti e parte integrante della formazione di ciascuno, allora sì che avere memoria ha senso, e anche piangere tutti insieme in suo nome.
mi sbrigo a spedire, perchè sono fortemente tentata di cancellare tutto
@
primarosa