memorie

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primarosa pia

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Feb 1, 2012, 12:14:52 PM2/1/12
to deporta...@googlegroups.com
mi spiace, nello e lidia, ma sono d'accordo con angela, e siccome mi rendo conto di quanto il mio parere sia molto meno autorevole del vostro vi prego di leggermi a voce bassa, quasi un sussurro, e se volete anche un po' riluttante, ma il sasso è stato lanciato, non posso non raccoglierlo.

come sapete, da familiare di quattro deportati politici uno dei quali morto a 17 anni di fame fatica e stenti a mauthausen-gusen, quando sono stata coinvolta da mio padre che ha scritto le sue memorie ed ho DOVUTO iniziare a cercare il filo cui aggrapparmi per seguire il percorso sul quale mi sono incamminata con sempre maggiore curiosità e passione, ho sentito la necessità di "capire" e ancora oggi non so se ci sono ben riuscita e di certo so di non avere niente da insegnare.
ho avuto la fortuna di frequentare il corso di 10 giorni a yad vashem, ho visitato più di 20 Campi, [ brunello, mi spieghi perchè nella lingua italiana Istituto magistrale è degno di maiuscola e Campo di sterminio o concentramento no?] ho conosciuto, conosco, molti ex deportati con i quali mi sono anche confrontata, spero mi diate tutti atto degli sforzi che faccio con la mailing DEPORTAZIONEMAIPIU di dare voce a tutti coloro i quali, nel rispetto della costituzione, sentono il bisogno di trovare ascolto, se pur coi limiti oggettivi di cui certo sono ben consapevole.

ecco.. sto scrivendo ed è arrivato il nuovo contributo di angela, che meglio di me spiega il mio pensiero.

lo so che qualcuno si appellerà al testo della legge istitutiva della giornata della memoria , ma considerati i tempi in cui è nata è stato inevitabile che fosse così, ma ora? si potrà ripensare e ragionarci un po' sopra?

francamente le questioni sono molteplici, inizio col dire, appunto che, secondo me, la memoria di ciò che è stato il più feroce pianificato e esteso tentativo di genocidio della storia dell'umanità è talmente "altro" da azioni comunque "di guerra" se pur efferate [ come in tutte le guerre d'altronde se pur in forme diverse si verificano e si sono verificate] certamente da sovrastare ma addirittura da "adombrare" proprio nella sostanza questi fatti, per cui una separazione, oltre che evitare la "marmellata" in cui troppi "dilettanti" dell'argomento diluiscono ogni cosa, qualcuno arrivando ad infilarci di tutto, renderebbe credo più "giustizia" a tutte le vittime, lasciando spazio per mettere chiaramente in luce le differenze, che indubbiamente ci sono, e che non sono classifiche, figuriamoci, ma sono distinzioni dovute, perchè fortemente volute anche dai reduci!!
io non credo che esistano deportati politici che non si rendano conto della differenza tra la loro deportazione e la shoah, pur essendo quasi sempre stati vittima della stessa vita riservata ai selezionati per il lavoro ma anche a quelli per lo sterminio immediato se non considerati abili al lavoro o a quello conseguente alla completa consunzione, così come so per esperienza diretta quanto gli stessi deportati politici, i kz di mantelli, per intenderci, ci tengano a non essere confusi con gli imi, fino a pochissimi anni fa i meno capiti, ma che non possono che giovarsi di un ascolto più attento e... dedicato!!

ecco il mio pensiero, quanto di più lontano dall'assessore che sceglie per sentito dire ma si DEVE  fare, lo chiede la LEGGE, dall'autore di testi che umiliano e terrorizzano più che spiegare, dai tuttologi un tanto al chilo, dalla paginetta in cui si pensa di raccogliere il tutto e il nulla, dall'insegnante che invita il testimone come fosse uno storico, senza contestualizzare, dal gran numero di personaggi molto bravi a vendersi a scapito di altri meno interessati al marketing, dai viaggi o delle riunioni "in batteria", senza riscontrare i "ritorni" dei ragazzi più difficili, non solo dei più attivi nel farsi luce.. ma anche dalle sovraesposizioni giustamente richiamate da brunello, e in questo caso penso proprio alla shoah e a certi ... frastuoni..
come diceva alberto cavaglion l'anno scorso, la soglia oltre la quale l'azione provoca una reazione è molto labile, bisogna tenerne conto, perchè tutto va contestualizzato anche all'oggi, ma, aggiungo io, soprattutto al futuro!
e allora?
e allora credo sia ora di guardarci in faccia, e di smetterla di far finta di credere che in un giorno, anche una settimana, si possa fare qualcosa di utile per quanto riguarda la conoscenza.
possiamo piangere i nostri morti, chi ha capito e vuole farlo con noi è benvenuto, ma la conoscenza, la consapevolezza, deve partire da programmi scolastici veri, affidati ad esperti e parte integrante della formazione di ciascuno, allora sì che avere memoria ha senso, e anche piangere tutti insieme in suo nome.

mi sbrigo a spedire, perchè sono fortemente tentata di cancellare tutto
@
 primarosa

 
mi bacio
le dita di una mano
e di un regno lontano
eccomi regina
 
visita il mio sito:
 
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Primarosa PIA
piazza b. croce 6
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Anna Maria Ori

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Feb 1, 2012, 12:54:16 PM2/1/12
to deporta...@googlegroups.com

Cara Primarosa,

sono d’accordo con te, soprattutto quando scrivi:

 

e allora credo sia ora di guardarci in faccia, e di smetterla di far finta di credere che in un giorno, anche una settimana, si possa fare qualcosa di utile per quanto riguarda la conoscenza.

 

So bene anch’io come sia lungo e impegnativo il percorso che porta alla conoscenza di questi fenomeni, conoscenza sempre parziale, comunque: anni di ricerche, di contatti, di incontri, di sintesi sempre provvisorie da trasmettere alle giovani generazioni. E so anche quanta forza d’animo sia necessaria per resistere, continuare nelle ricerca, negli incontri e nei contatti, anche se  io – più fortunata di te – mi sono occupata di questi temi solo perché nata a 7 km dal campo di Fossoli, perché insegnante, e volevo aiutare i miei ragazzi a capire…

 

 

Da: deporta...@googlegroups.com [mailto:deporta...@googlegroups.com] Per conto di primarosa pia
Inviato: mercoledì 1 febbraio 2012 18.15
A: deporta...@googlegroups.com
Oggetto: [R-esistiamo] memorie

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lidia menapace

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Feb 1, 2012, 9:15:12 PM2/1/12
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Spiace molto anche a me: cercherò di chiarire il mio pensiero e dico subito ruvidamente che i pensieri non si definiscono per l'autorevolezza di chi li scrive, ma in sè, se non possono essere confutati. Dico qual è il mio intendimento: in parte vorrei rimediare a un torto che a mio parere è stato fatto agli IMI fin da principio e infatti per un bel po' di tempo non se sentiva neanche parlare. Inoltre mi interessa moltissimo ridefinire i confini e i caratteri  della Resistenza italiana,  che ha caratteristiche specifiche, rispetto a quella degli altri paesi, poichè non fu tanto patriottica quanto politica ecc.  Voglio inoltre dire che non ti fa onore parlare delle guerre come se fossero tutte uguali: la "guerra totalitaria" sulla popolazione civile fu pensata da Mussolini,  provata da Hitler prima a Guernica, poi dall'aviaziome italiana su Coventry e i giornali del regime inventarono il neologismo "coventrizzare" per "radere al suolo una città con bombardamento aereo". Gli  Alleati non stettero indietro e i bombardamenti sulle città ridussero l'Europa in macerie. E lasciamo  pure stare Hiroshima. La locuzione IMI è giuridicamente  inesistente (a Ginevra non è registrata) e perciò non aveva copertura dalla Croce rossa, che in effetti non potè  visitare i Campi di prigionia, come sarebbe stato, se quelli che vi erano rinchiusi fossero stati riconosciuti come prigionieri di guerra. Ma chi erano dunque gli IMi? uno sterminato numero di militari italiani che i nazi catturarono su tutti i fronti e in particolare nei Balcani. Perchè li catturarono? credo perchè Hitler credeva di poter riarmare larga parte dell'esercito italiano e usarlo in guerra. Per questo, appena erano ammassati nei Campi, arrivavano i propagandisti repubbllchini a chiedere di firmare un documento di adesione alla repubblica di Salò ecc.ecc. Però  nonostante le pressioni di militari repubblichini, nunzi apostolici, ufficiali superiori, cappellani miltari,  anche pressioni dalle famiglie, l'enorme maggioranza non aderì: credo  che tale comportamento meriti il titolo di Resistenza, senza nè offuscare nè cancellare altri, ma contestualizzando gli episodi e distiguendo i percorsi. Ciascuno si organizzi come crede, non è questo il problema. La questione è che attraverso l comportamenti  degli IMI si può mostrare quanto si fosse diffuso l'antifascismo e che la Resistenza in Italia toccò persone di  tutte le regioni e costituì una base larga e rappresentativa della Repubblica  fondata sul lavoro e nata dalla Resistenza. Tutto qui: non mi interessa fare gerarchie e non discuto quelle che vengono fatte. Mi interessa correggere l'opinione di alcuni  testimoni e anche storici che vorrebbero fare della Resistenza un piccolo recinto esclusivo. Insomma ridurre la "zona grigia" e allargare  il numero di chi prese coscienza magari essendo stato   tiepido fascista. Al quale gli eventi avevano aperto gli occhi. 
--

Sen. Lionello Bertoldi

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Feb 2, 2012, 11:06:49 AM2/2/12
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Si cara Lidia Menapace  , così la pensiamo in molti, soprattutto a Bolzano - Non  potremo mai rinunciare a considerare Resistenza al nazifascismo quella interna ed esterna al Lager , che ha consentito al alcuni internati di fuggire e a molti di sopravvivere, rimanendo uomini , perchè potevano guardare e vedere la solidarietà umana e valori profondi a cui afferrarsi .

Maria Trionfi

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Feb 2, 2012, 11:50:35 AM2/2/12
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Grazie per le belle parole sugli I:M:I. non se ne sentono molte nè ieri ma neanche oggi. Maria Trionfi
----- Original Message -----
Sent: Thursday, February 02, 2012 3:15 AM
Subject: Re: [R-esistiamo] memorie

Angela Persici

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Feb 6, 2012, 9:33:30 AM2/6/12
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5 feb 2012: ... e da un punto di vista storico le vicende ed i percorsi dei deportati ebrei NON sono sovrapponibili a quelli dei deportati politici in KL ...
oh bene, siamo già in tre o forse altre mail mi sono sfuggite.
rimane che fare adesso.
non so, ora sto pedalando per le foibe, più avanti vi scoccerò di nuovo.
abbracci
angela p
 
 
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 01, 2012 6:14 PM
Subject: [R-esistiamo] memorie

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Grazia Di Veroli

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Feb 7, 2012, 4:13:47 AM2/7/12
to deporta...@googlegroups.com
Non posso non condividere Brunello e Prima Rosa..  finalmente si è tentato di rifare quella vecchia distinzione che c'è sempre stata tra coloro che sono stati in KZ e gli altri. E' vero che la deportazione politica aveva percorsi non sovrapponibili con quella razziale,  ma fino ad un certo punto basti pensare alla partenza da roma del 4 gennaio 1944.... vi erano 13 ebrei e il resto tutti politici, ma quei 13 ebrei avevano il triangolo rosso a Mauthausen a dimostrazione di quanto sia labile non poter soprapporre le due deportazioni. I carnefici erano gli stessi, le vittime idem i mezzi erano leggermente diversi il fine unico la morte. Per gli ebrei ciò avveniva indistrialmente con poca sopravvivenza, i politici venivano sfruttati fino allo stremo.... Mezzi diversi, ma fine unico togliersi di mezzo chi dava fastidio....
La giornata della memoria può essere obsoleta, ma considerando i tempi, per fortuna che c'è. Programmi scolastici, PP ha ragione, ma proprio in questi giorni mi sono resa conto che tanto bisogna lavorare sugli adulti, ma non i soliti noti... ma quelli che sono lontani dalle manifestazioni, dalle realtà associative, insomma, i genitori di quelli che vanno a scuola che hanno lacune ancora più grosse dei loro figli.
saluti
Grazia

Carlo Enrico Leale

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Feb 7, 2012, 6:35:37 AM2/7/12
to deporta...@googlegroups.com
GRAZIA ha ragione, condivido
cARLENRICO
Carlo Enrico Leale
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cellulare: +39.3334740177
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