Essere a Brescia il 28 maggio
Caro Manlio Milani, cari familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia,
siamo cittadine e cittadini italiani residenti in Emilia-Romagna, singolarmente e collettivamente impegnati nella diffusione della memoria delle pagine più buie della storia repubblicana.
Vogliamo innanzitutto esprimerVi la nostra solidarietà, umana e civile, per l'ennesimo drammatico non-esito giudiziario nel processo riguardante la strage del 28 maggio 1974.
Da anni partecipiamo attivamente al ricordo dei numerosi (troppi) eventi nefasti che, dal 1943 ad oggi, hanno colpito il nostro territorio e, con esso, l'Italia intera: dalla strage nazifascista di Monte Sole, alla strage fascista alla stazione di Bologna; dagli efferati delitti della banda della Uno bianca, alla tragedia del DC-9 decollato dall'aeroporto di Bologna e colpito sui cieli di Ustica.
Non di meno abbiamo a cuore la ricerca della verità, l'ottenimento di una giustizia giusta e la divulgazione – in particolare ai giovani - di fatti storici inerenti TUTTI gli eventi sanguinosi che hanno macchiato e “pervertito” la storia della Repubblica italiana. Una storia relativamente recente, che i programmi scolastici purtroppo non contemplano; anche se, grazie alla sensibilità e all'impegno disinteressato di centinaia di insegnanti (specie quelli della martoriata scuola pubblica), molti familiari delle vittime del terrorismo e/o delle mafie portano quotidianamente questa Storia in migliaia di scuole. Troppe e troppo dolorose sono le ferite rimaste aperte nel corpo vivo – verrebbe da dire superstite - di questa giovane patria affacciata sul Mediterraneo; patria di cui, nonostante tutto, abbiamo da poco “festeggiato” i primi 150 anni.
Per tutto ciò sentiamo di lanciare un appello a tutte le italiane e gli italiani che potranno farlo, a recarsi in massa a Brescia lunedì 28 maggio 2012, affinché i familiari delle vittime – vittime a loro volta, in quanto parti civili, di una surreale richiesta di risarcimento! – possano avere almeno un briciolo di conforto nel percepire l'abbraccio caloroso non solo dei loro concittadini ma dell'intero popolo italiano, in questo anniversario forse ancor più doloroso dei precedenti. Un abbraccio collettivo di cui questa lettera aperta spera di essere un primo annuncio.
Noi a Brescia ci saremo.
p. il Comitato delle Memorie
Monica Benati
Valentina Cuppi
Sara Donati
Isabella Filippi
Mattia Fontanella
Riccardo Lenzi
Massimiliano Martines
Morena Melchioni
Susanna Pederzoli
Cinzia Venturoli
Risposta di Manlio Milani presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974
Carissimi,
grazie
della vostra solidarietà e soprattutto della vostra volontà a
continuare nell'impegno a non abbandonare la strada per far luce
sulle resposabilità sulla strage di Piazza Loggia e delle tante
altre che hanno colpito i cittadini di questo tormentato Paese. Un
impegno che ci dice quanto non sia accettabile che questi "buchi
neri", non figli della fatalità, continuino a pesare come
macigni sulla dinamica democratica, dove il diritto alla giustiza e
alla verità appare avvolto da una nebbia che lo fa solo
intravvedere ma mai affermarsi nella nitidezza. Esigenza che è
richiesta dalle ragioni , dai perché di quelle stragi.
Molto
sappiamo su chi ha ordito e organizzato le stragi, sulla loro
ascrivibilità operativa alla destra eversiva, sulle deviazioni e
coperture messe in atto da uomini degli apparati dello Stato al fine
di bloccare processi di sviluppo democratico del Paese.
Dati
di fatto riconfermati anche in quest'ultimo processo ma non ancora
riconosciuti, trasformati in coscienza civile del Paese. Ma allora è
da qui che occorre ripartire per rendere consapevoli tutti noi che il
coraggio, la forza di una democrazia risiede nella sua capacità
di sapersi guardare nel profondo, nel riconoscere le proprie
responsabilità, nel perseguire la strada della trasparenza e del
controllo democratico con la consapevolezza che essi sono gli
strumenti della convivenza civile.
In ciò ci deve
aiutare la memoria del nostro passato: da dove è nata la nostra
Repubblica al come la partecipazione popolare abbia
rappresentato il punto fermo nel sconfiggere i disegni eversivi. E la
storia della democratica Bologna, alla quale ci sentiamo
profondamente legati, è lì ad evidenziarlo.
Vi
aspettiamo per riaffermare insieme queste ragioni e per inaugurare il
Percorso della Memoria dedicato a tutte le vittime del terrorismo,
delle stragi e della violenza politica. Cordialmente.
Manlio
Milani
Intervento di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980
La nostra Associazione aderisce all’appello del Comitato delle Memorie e il 28 maggio sarà presente a Brescia come del resto tutti gli anni. Oggi è estremamente importante essere presenti a Brescia, il risultato dell’ultimo processo è stato molto deludente, ma la volontà dei familiari tutti delle stragi terroristiche riunite nell’Unione vittime per Stragi è quella di non demordere e di tenere alta la richiesta di arrivare a giustizia e verità su tutte le stragi avvenute nel nostro Paese.
Grazie
al Comitato delle Memorie che oggi come in tante altre occasioni
tiene viva la memoria di quegli eventi e permette di aiutare a non
dimenticare.
Il processo di Brescia come del resto quello di
Milano non è stata una perdita di tempo, ha permesso di conoscere
retroscena importanti che all’epoca delle diverse stragi non solo
non erano conosciuti ma forse nemmeno pensabili, questa nuova
“miniera” aiuterà sicuramente a far passi importanti verso
la verità completa su tutte le stragi e a spazzare via le
improbabili piste internazionali che hanno fatto e fanno perdere
tempo prezioso ai magistrati inquirenti a tutto vantaggio dei
responsabili nazionali delle stragi.
Paolo Bolognesi
Intervento di Daria Bonfietti, presidente Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica
Credo sia molto importante il vostro appello per essere a Brescia in occasione dell’anniversario della strage: vi vedo sottolineato l’ aspetto determinante della consapevolezza del nesso tra fare memoria e “costruire”la storia.
Ecco, sulle stragi, su questi terribili episodi che hanno segnato la vita di questa nostra Repubblica, dobbiamo sentire con assoluta determinazione il bisogno tramandare e tener desta la memoria, e nello stesso tempo, la consapevolezza di costruire la storia dei nostri giorni. Perché la Storia sarà l’insieme di quegli avvenimenti e delle nostre “risposte”, dei nostri comportamenti.
Brescia – e guardate che a pensarci bene quasi tutte le stragi hanno le stesse caratteristiche- è uno strage che lo Stato, le sue istituzioni, non ha saputo prevenire e poi alla vittime non ha saputo dare né verità né giustizia.
Gli apparati non hanno fatto il loro dovere, anzi hanno nascosto e depistato, la diplomazia è stata balbettante- Zorzi che all’estero accumula ricchezze e condiziona le indagini- la magistratura si è contorta tra formule, difficoltà, mancanza di determinazione.
Una debacle generale delle istituzioni!
E permettetemi solo di ricordare che la sentenza del tribunale civile di Palermo ci indica lo stesso quadro per Ustica!
Ma tutto questo- dobbiamo esserne consapevoli- è la storia della nostra vita, del nostro Paese, delle nostre istituzioni oggi.
Non è un tempo che ricordiamo, è il tempo che viviamo, sono le difficoltà, i buchi neri, le sconfitte delle nostra Repubblica oggi.
Ed è per questo che è importante non solo ricordare, ma essere a Brescia come protagonisti di un impegno democratico attuale.
Daria Bonfietti
Intervento di Simona Lembi, presidentessa del Consiglio comunale di Bologna
Gentilissimo Manlio Milani,
la memoria è un bene comune e come tale è dovere delle istituzioni democratiche
coltivarla, promuoverla, sostenerla.
Un Paese senza memoria è destinato a perdersi, a disgregarsi e vedere la propria
coesione a rischio.
La memoria è spesso dolorosa: è il ricordo di fatti che hanno segnato la vita delle
persone, spesso l'hanno offesa, sfregiata.
È però anche il ricordo della reazione civile delle comunità: di quel “non
vogliamo arrenderci” che ha permesso di superare i momenti più tragici della nostra
vita.
La città di Bologna ha ben presente questo: nessuna altra comunità, nel secondo
dopoguerra, è stata così colpita dallo stragismo e dalla violenza eversiva come
Bologna. C'è un filo rosso quindi che lega le nostre città: è la richiesta di
verità e di giustizia.
È per questo che, ancora di più, sento la necessità di aderire a questo appello.
Cordialmente
Simona Lembi