*Volevo dare a tutti le ultime notizie su questa triste vicenda. Dopo la mia
denuncia, a nome dell'Aned, i Carabinieri si sono mossi tempestivamente e
questa mattina alla mia presenza il Comandante
della Stazione dei Carabinieri locale, con l'ausilio del nucleo della
Scientifica e di due carabinieri in pensione dell'Associazione Carabinieri
hanno eseguito tutti i rilievi del caso con dovizia ed accortezza. Vi
segnalo che sono state ritrovate le ceneri, o parti di esse, in un' ampolla
rotta.
*
*Le ceneri e i resti dell'urna ora sono custodide nella sede dell'ANED di
Roma presso la Casa della Storia e della Memoria.
* *Grazie a tutti. Eugenio Iafrate *
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: *Claudio Sommaruga*
Date: 16 maggio 2008 13.53
Seguito dei miei mugugni precedenti.
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/bf2f9...
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/a0156...
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/a0156...
Io non temo comunque il ripetersi di una dittatura dura come
quella fascista, che ho vissuto per intero, perché la storia non si ripete
mai con lo stesso copione, cambiando i tempi. gli uomini e i contesti, ma
temo la *dittatura dolce,* pericolosa come il *paternalismo* che ti incanta
come un serpente, ti plagia e ti fa fare con le buone tutto ciò che vuole il
*padre-padrone,* senza costrizioni di forza, per i suoi fini che non sempre
coincidono con i tuoi !
Ricordo che negli anni '50, noi giovani geologi "*ragazzi di Mattei*"
nostro padre-padrone che ricordo con affetto, infervorati dalla missione di
ricostruire l'Italia con la metanizzazione, lavoravamo entusiasti ma come
dannati anche ben oltre le "48 ore rinunciando anche agli straordinari,
magari di notte, di festa, di ferie, pagati meno che nelle industrie private
e senza mai scioperare crumiri e senza sindacato !
Non sottovaluto e anzi temo la* dittatura dolce *che si sta
prospettando in Italia, perché rischia di narcotizzarci e schiavizzarci
senza che ce ne rendiamo conto, come una anestesia pre-operatoria e alla
faccia della democrazia per la quale ci siamo battuti nel 1943-45 e che
temiamo aggirata !.
Che Dio, protegga questa nostra povera Italia e illumini una nostra
opposizione marcata e illuminata !
* Claudio Sommaruga*
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: *Walter Vitali*
Date: 16 maggio 2008 13.53
Oggetto: Re: proposta di riforma costituzionale di Italo Bocchino
*mi scuso con tutti voi per il ritardo con cui invio questa replica-pp*
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/fe6a0...
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/c2fc7...
Nel merito non ho molto da aggiungere a quanto scritto da Riccardo Lenzi al
quale a mio parere non è stato replicato in modo convincente. Mi stupisce
molto che le mie considerazioni siano state ritenute "superficiali" quando
mi sono limitato a citare due fatti che non sono stati smentiti. Anche
perchè sarebbe stato impossibile.
Li ribadisco. Il primo fatto è che la proposta dell'on. Bocchino, in materia
di nomina e revoca dei Ministri, riprende il testo approvato in Comissione
Affari Costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007 da tutti i gruppi del
centrosinistra. Erano tutti per il "premierato strisciante" e per lo
stravolgimento dei principi della Costituzione del 1948? Non scherziamo!!!
Il secondo fatto è che il Comitato "Salviamo la Costituzione", presieduto da
Oscr Luigi Scalfaro e del quale fanno parte tutti i migliori
costituzionalisti italiani, in una lettera inviata il 19 marzo scorso ai
candidati a Presidente del Consiglio scriveva: "L'esito del referendum del
giugno 2006 non preclude limitate e puntuali modifiche costituzionali,
purchè coerenti con i principi e i valori della Costituzione repubblicana e
compatibili con il suo impianto i e i suoi equilibri fondamentali.Tali
erano, ad esempio, le proposte di modifica approvate a larga maggioranza
dalla Commissione Affari Costituzionali della
Camera qualche mese fa modellate sulle esperienze delle migliori democrazie
europee e del tutto compatibili con la scelta espressa nel referendum del
2006". Quindi ciò che Antonio Caputo critica pesantemente è ritenuto dal
Comitato "Salviamo la Costituzione" modellato "sulle esperienze delle
migliori democrazie europee" e "del tutto compatibili con la scelta espressa
nel referendum del 2006".
Io condivido quel giudizio e a quello mi atterrò nel mio lavoro di
parlamentare della XVI legislatura.
Cordiali saluti
Walter Vitali
*
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: anpibarona
Date: 20 maggio 2008 19.53
Oggetto: Adesione all'ANED Roma
http://groups.google.com/group/ANED-TORINO/browse_thread/thread/f89c7...
Anche l'ANPI Barona, Milano, che negli ultimi due anni ha visto rompere,
profanare, bruciare la lapide riepilogativa dei suoi caduti nella zona,
esprime sdegno e rabbia per simili gesta,
approva appieno le parole e il pensiero che il presidente dell'Aned Roma,
preoccupato esprime, ci sentiamo emotivamente vicini a voi... piena
adesione.. Ora e sempre Resistenza.
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---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: *C. Leale*
Date: 18 maggio 2008 19.23
Vorrei porre un quesito di carattere giuridico – istituzionale.
Ieri, 17 maggio, al TG3 di mezzogiorno è passato un fotogramma del ministro
degli Interni On. Maroni con alle spalle la bandiera della Lega Nord insieme
alla bandiera italiana ed alla bandiera europea. E' corretto ? Io non
ricordo di aver mai visto ministri DC con la bandiera del loro partito
nell'ufficio ministeriale e neanche Craxi o Fassino con quella dei loro
partiti.
Grazie per le vostre risposte
Carlenrico Leale
*
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Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei
Diritti e della Libertà
corso Valdocco 4/A, Torino
*IL LAVORO E I SUOI DIRITTI AL CINEMA*
rassegna cinematografica
Tutte le proiezioni avranno luogo nella sala proiezioni
del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei
Diritti e della Libertà
corso Valdocco 4/A, Torino
Mercoledì 21 maggio: gli anni Ottanta e oltre
ore 16
La fabbrica integrata, di Ansano Giannarelli, 1995, 30'
Fiat c'eravamo tanto amati, di Pietro Balla e Giuseppe Selva, 1996, 52'
Intervengono Pietro Balla e Giuseppe Selva
Giovedì 22 maggio: dismissioni industriali e nuove forme del lavoro
ore 20,30
Oltre il ponte, di Silvana Bologna, 2008, 39'
Intevengono Sergio Bologna, Stefano Musso, Marco Scavino, Mariangela Rosolen
Venerdì 23 maggio: i costi del lavoro, vite perdute, vite flessibili
ore 16
Mai più, di Fausto Pullano, 1997, 48'
Vite flessibili, di Nicola Di Lecce e Rossella Lamina, 2003, 56'
Redazione
Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
Via del Carmine 13 10122 Torino t 011 43 80 111 f 011 43 57 853
m redazi...@ancr.to.it <redazi...@ancr.to.it w> w <redazi...@ancr.to.it>
www.ancr.to.it
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*Un numero monografico de "Il Calendario del Popolo"*
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*"POETI OPERAI": LA FABBRICA CANTA E URLA IN VERSI*
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In Italia muoiono ogni giorno 4-5 operai per incidenti sul lavoro. Tanti
altri muoiono negli anni a causa di malattie contratte in fabbrica, dove
sono entrati in contatto con sostanze cancerogene o comunque nocive. Eppure
c'è chi proclama la fine della lotta di classe. Ma gli operai non ci stanno.
La loro protesta non si manifesta solo attraverso gli scioperi, ma anche
attraverso la poesia.
Antonio Catalfamo, critico letterario e docente universitario, ha voluto
raccogliere i versi dei "poeti operai" in un numero monografico de "Il
Calendario del Popolo", rivista storica del movimento dei lavoratori,
entrata nel suo 64° anno di vita. "Poeti operai" – proprio così si intitola
l'antologia – è una definizione coniata da Pasolini per distinguere dagli
scrittori di professione (Ottiero Ottieri, Paolo Volponi), protagonisti
della cosiddetta "letteratura industriale", quegli autori di versi che
conoscono il mondo della fabbrica per la loro esperienza diretta di lavoro
quotidiano. E' di questi ultimi che si occupa "Il Calendario del Popolo",
prendendo le mosse dai primi "poeti operai", formatisi, negli anni '50,
intorno ai giornali di fabbrica e alle lotte ad oltranza per la difesa del
posto di lavoro (come quelle che interessarono le "Reggiane" di Reggio
Emilia), per continuare con i "poeti operai" degli anni Sessanta e Settanta,
e per concludere con quelli di oggi.
Ecco l'elenco dei poeti inclusi nell'antologia ( che comprende per ciascun
autore un profilo critico, alcuni componimenti e diverse foto illustrative):
Franco Cigarini, Ferruccio Brugnaro, Franco Cardinale, Francesco Currà,
Tommaso Di Ciaula, Sandro Sardella, Donato Rossi, Felice Serino, Giuliano
Bugani, Giovanni Rapetti, Francesco Mancuso, Bernardo Quaranta, Ilario
Dittadi, Massimo Camporese, Lino Naccari.
A proposito dei versi di Ferruccio Brugnaro, Andrea Zanzotto ha scritto che
la fabbrica è come la trincea di Ungaretti, che uccide e mutila. Anzi è
peggio, perché la guerra prima o poi finisce, mentre nelle fabbriche si
continua a morire ogni giorno. Nei versi dei "poeti operai" trovano eco
scene apocalittiche: reparti che esplodono, operai mutilati dalle macchine
impazzite, oppure alienati, in preda alla follia. C'è chi, come Franco
Cardinale, racconta il lento, ma inesorabile, avanzare della malattia che lo
ha portato alla tomba, le analisi, le cure mediche inutili, le operazioni
chirurgiche che deturpano il corpo. In altri poeti (Sandro Sardella, Donato
Rossi) prevale l'ironia dolce-amara, la rappresentazione satirica dei vezzi
e dei comportamenti standardizzati dei "capi", le loro fobie.
L'antologia non si ferma alla fabbrica. L'orizzonte si allarga anche al
mondo che circonda gli insediamenti industriali. Sono così proposti alcuni
poeti, anche dialettali, che cantano
...
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