(red.) Fumo bianco, colore non riconducibile alle
esplosioni generate dal tritolo, ma dalla dinamite. E la colonna di piazza
Loggia a Brescia che venne sbrecciata dallo scoppio della bomba il 28 maggio del
1974 non presentava un forte annerimento.
Anche le testimonianze
dell’epoca e le immagini impresse sulle pellicole dimostrerebbero che
l’ordigno conteneva un materiale esplosivo diverso dal tritolo, ma piuttosto di
tipo simile alla gelignite.
Lo dissero ai tempi dei primi rilievi tecnici
successivi alla strage, lo hanno ribadito martedì in aula
nel processo a carico di Carlo Maria
Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti e Francesco
Delfino.“Loro” sono i periti tecnici, il generale Romano Schiavi
e il professor Alberto Brandone, chiamati nuovamente a riferire alla
Corte d’Appello sugli esiti dei
rilievi effettuati successivamente
alla detonazione che uccise otto persone e ne ferì oltre un centinaio.Lo
stesso Carlo Digilio, il “pentito”, parlò di dinamite e spiegò, disegnandolo,
come fosse il timer per l’innesco.
La testimonianza di Digilio, che non venne
considerata attendibile in primo grado e che, insieme ad altri elementi, ha
portato all’assoluzione dei cinque imputati (ora di nuovo davanti ai giudici)
ora viene suffragata dalla tesi dei periti di allora, Schiavi e Brandone che
hanno parlato di un ordigno che non poteva contenere solamente
tritolo.
I rilievi effettuati dopo lo scoppio furono però
compromessi dal lavaggio della piazza che penalizzò i risultati dei
prelievi scientifici effettuati e dal fatto che i rifiuti raccolti vennero poi
gettati prima che i periti potessero visionarli.
Una situazione analoga a
quella dei primi accertamenti sulla morte di Silvio Ferrari, ucciso il 19 maggio
1974 in piazza Mercato dalla bomba che stava portando sulla propria
moto.
Quando i tecnici arrivarono sul posto la piazza era già stata lavata,
ma in quel caso si appurò che le tracce lasciate sui muri e su altri reperti,
erano riferibili ad una bomba composta principalmente da tritolo, che non
esplose, a differenza della dinamite.
Una lunga pagina è stata poi
dedicata alla trattazione delle prove d´esplosione per fare luce sul
tipo d´ordigno. Vennero realizzati ordigni con anfo, tritolo, gelignite e gel
“b”, tritolo con anfo. Ma fu proprio l’esplosione della bomba test confezionata
con gelignite a produrre i risultati più simili a quelli riscontrati anche in
Pizza Loggia.