seminario bresciano

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Pier Luigi Fanetti

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Feb 22, 2012, 3:58:23 AM2/22/12
to R-esistiamo
Con riferimento al seminario sulle vicende del confine orientale (v. precedenti messaggi), propongo i seguenti argomenti:

Invasione del Regno di Jugoslavia, la guerra sporca, le deportazioni, i campi di concentramento per civili e il campo di sterminio nella risiera di San Sabba a Trieste.
Lo sfascio dell'Esercito italiano, la rivolta popolare. ll Litorale adriatico e l'occupazione nazista dal 1943 al maggio 1945.
Foibe, dalla prima guerra mondiale al 1945. Esodo: opzione e costrizione con riferimento nel contesto europeo.  Attuali rivendicazioni e pretese di "italianità."
Attendo pareri e suggerimenti.
Grazie.
PLF



Brunello Mantelli

unread,
Feb 22, 2012, 10:31:40 AM2/22/12
to deporta...@googlegroups.com
Allora:
a) perché non cominciare dal 1919 (sia per quanto concerne il confine orientale, sia il quadro europeo, con lo scambio di popolazioni = pulizia etnica greco-turco dei primi anni Venti)?
b) smettiamola con la categoria moraleggiante di guerra "sporca". Io di guerre "pulite" ne devo ancora vedere. Eppoi che c'entra la Risiera (post 8/9/1943) con i "campi del Duce" (pre 8/9/1943);
c) la Resistenza delle popolazioni slavofone NON comincia con lo sfascio dell'esercito italiano l'8/9/1943, comincia nel 1919.
d) l' "italianità" è costruzione tanto artificiosa quanto la "slovenità" o la croaticità". Si tratta di costruzioni storico-sociali. Vanno analizzate e decostruite tutte, non si tratta di semplici "cucche", ma di costrutti complessi. Istria e Dalmazia furono/sono luoghidi scontro di autopercezioni collettive nate in un ben specifico complesso, dove da secoli si parlava istroveneto (NON italiano, a Trieste poi si parlava friulano fino alla metà del 19. secolo, fino a quando cioè la borghesia italianizzante decise di inventarsi una veneticità fattualmente inesistente)), sloveno, croato, ungherese, tedesco senza difficoltà.

BM

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"Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed
intelligere" (Baruch Spinoza)

Prof. Dr. Brunello Mantelli
Dipartimento di Culture, Politica e Società
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Ufficio presso l'ex Dipartimento di Storia
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Vincenzo Tedesco

unread,
Feb 23, 2012, 10:03:10 AM2/23/12
to deporta...@googlegroups.com
Istria e Dalmazia sono campi storici sempre insidiosi, dove a volte mi avventuro. Ben venga rammentarci che italianità e istricità e croaticità sono costruzioni. Quando animo conversazioni pubbliche (ristrettissime) sul "Giorno del Ricordo", come farò sabato mattina nell'arhcivio storico del mio Comune, incontro profughi istrodalmati miei concittadini, che con i loro amari e nostalgici ricordi "inquinano" (sia detto con rispetto) una trattazione più asettica e documentata. Certo, per rispetto a alle drammatiche vicende dei profughi, non insisto sul fatto che essi scontano sulla loro pelle provata il fatto del Regno d'Italia al quale sono assegnate, dopo la strage 15-18, terre già veneziane (e anche no, mi pare), e le occupa per circa 25 anni. Quanti movimenti di popolazione ha visto l'Europa nei secoli: pensiamo allo scorrevole confine polacco.
Però mi sento più onesto quando informo i miei profughi che gli archivi di Zadar/Zara (per fare un esempio), salvati prodigiosamente a Trieste durante il secondo conflitto mondiale, sono ben tenuti e presi in considerazione dal governo Croato, e che la comunità degli studiosi, a quanto mi consta, cerca di tenere le distanze dall'emotività, in proficua difficile collaborazione.
Certo, le carte di per sè sono "innnocenti": consultarle e poi assemblarle tra di loro, collegarle a libri, fatti e testimonianze è poi un lavoro che si può fare "senza la tesi in tasca", cioé onestamente. Talvolta, invece, li documenti sono accuratamente selezionati per estrarne solo quanto va a corroborare tesi, ripeto, confezionate e intoccabili. Per questo, per fare storia, occorre l'antipatico muso duro dello storico, più che il cuore del testimone ferito.

Porgo i miei saluti.
Vincenzo Tedesco, che storico non è, ma che si aspetta dallo storico razionalità e rigore (a costo di incorrere nei suoi rigori)
Chieri (TO)

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