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Protezione Civica
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elena rapisardi  
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 More options Jun 6 2012, 7:10 am
From: elena rapisardi <e.rapisa...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 04:10:26 -0700 (PDT)
Local: Wed, Jun 6 2012 7:10 am
Subject: Protezione Civica

Vi segnalo l'iniziativa Protezione Civica.
Creata per il terremoto dell'Emilia, ma non solo.
Per fare sistema e pensare ad un modo nuovo e partecipato per gestire
l'emergenza e la ricostruzione.

http://protezionecivica.ning.com/


 
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Simona Amodeo  
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 More options Jun 6 2012, 11:44 am
From: Simona Amodeo <rs.amo...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 08:44:58 -0700 (PDT)
Local: Wed, Jun 6 2012 11:44 am
Subject: Re: Protezione Civica
Mi ha lasciato molto perplessa l’articolo di Riccardo Luna su Il Post,
retwittato da Elena.
Nell’articolo si parla della NECESSITA’ DI CREARE UNO STRUMENTO PER LA
TRASPARENZA E LA CONDIVISIONE DI IDEE IN RETE, si cita Ushaidi e si
afferma che non è e non può essere l’unica risposta. E poi si parla di
creare Protezione Civica, una nuova piattaforma che deve costruirsi da
zero.
Da qui la mia perplessità: a febbraio siamo venuti a Bologna per
parlarvi di noi, per presentarvi Uptu e  per farvi capire cosa abbiamo
gia’ realizzato, per mettervi a disposizione uno strumento già
configurato per la gestione delle emergenze. La vostra risposta (mi
rivolgo ad Elena a Francesco e agli altri organizzatori del Crisis)?
La vostra risposta è stata: interessante, ma c’è Twitter.
Allora via a pensare, a creare e ad ideare hashtag da utilizzare in
situazioni di emergenza pronti ad essere inseriti in un Vademecum
ufficiale da presentare al Presidente della Repubblica.
Poi una serie di post sul gruppo del Crisis che parlano di alcuni
progetti di crowdsourcing da voi promossi, qui un altro elemento di
perplessità se penso a ciò che Paola Di Maio aveva scritto dopo il
Crisis e che era stato da voi contestato.
Terremoto in Emilia: gli hashtag non bastano più, c’è bisogno di una
piattaforma ad hoc dove si può avere:
-       una mappa di segnalazioni, edificio per edificio, dei danni subiti
(con Uptu si può)
-       la condivisione di idee e progetti di ricostruzione su un sito (con
Uptu si può)
-       il monitoraggio in tempo reale dello stato dei lavori e la
documentazione dei soldi spesi ( con Uptu si può)
-       la gestione e la visualizzazione dei tweet e degli sms (noi mandiamo
alert in push)
La vostra risposta? Creiamo dal nulla un nuovo strumento: Protezione
Civica.
Ad oggi noi abbiamo un Social Media Emergency Manager (conosciuto nel
corso del Crisis Camp di Bologna, perché a noi il gruppo è servito e
lo abbiamo vissuto come tale) che promuove in Italia la piattaforma ed
“educa” al suo utilizzo, e poi abbiamo una rete di Comuni,
Associazioni, Media che operano all’interno di Uptu…
Allora la domanda sorge spontanea  e spero che tu (stavolta mi rivolgo
ad Elena visto che Luna la cita nel suo articolo) possa chiarirmela.
Perché creare un qualcosa che, con Uptu,  c’è già?

On 6 Giu, 13:10, elena rapisardi <e.rapisa...@gmail.com> wrote:


 
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Luca Tempestini  
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 More options Jun 6 2012, 11:48 am
From: Luca Tempestini <luca.tempest...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 17:48:38 +0200
Local: Wed, Jun 6 2012 11:48 am
Subject: Re: Protezione Civica

Estrapolo solo una cosa dalla mail:

si può vedere qualcosa che ha fatto lo SMEM manager ?

Luca

Il giorno 06 giugno 2012 17:44, Simona Amodeo <rs.amo...@gmail.com> ha
scritto:


 
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Simona Amodeo  
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 More options Jun 6 2012, 12:10 pm
From: Simona Amodeo <rs.amo...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 09:10:27 -0700 (PDT)
Local: Wed, Jun 6 2012 12:10 pm
Subject: Re: Protezione Civica
Ciao Luca,
rispondo a ciò che mi hai chiesto, o meglio lascio che a rispondere
sia il nostro SMEM che fa parte di questo gruppo e che molti di voi
hanno già avuto modo di conoscere in questi mesi. Nell'attesa della
sua risposta puoi comunque vedere alcune cose da lui realizzate
collegandoti su Uptu e cercando Carmelo Orlando #SMEM.

Tornerei però a focalizzare l'attenzione sulla mia domanda di
partenza, che mi pare essere la cosa più rilevante.

ps:ho fatto un po' di pasticci con l'invio della risposta

On 6 Giu, 17:48, Luca Tempestini <luca.tempest...@gmail.com> wrote:


 
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elena rapisardi  
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 More options Jun 6 2012, 12:15 pm
From: elena rapisardi <e.rapisa...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 18:15:27 +0200
Local: Wed, Jun 6 2012 12:15 pm
Subject: Re: Protezione Civica

Obiezione giusta vista dal tuo  punto di vista.
Ma ci sono diversi ma.
Quando c'è un progetto spesso le scelte tecnologiche vengono fatte a monte.
Di piattaforme che fanno le stesse cose ce ne sono diverse, penso anche al
recente https://geofeedia.com/.
La mia personale posizione nel caso specifico della tecnologia è di cercare
di usare quello che è disponibile.
La mia personale posizione in questo caso è stata di non entrare nel merito
di scelte tecnologiche, ma di contenuti e necessità.
Quando Luna dice che Ushahidi non basta, io lo intendo che bisogna
sviluppare a partire da Ushahidi, perché di necessità ce ne sono diverse e
a diversi livelli. Non fermiamoci a guardare il twitter feed o le
segnalazioni degli utenti, c'è molto di più.
Quello che io penso è che invece la community di Protezione Civica  sia
stata pensata come un luogo dove si propone e si discute e gli argomenti
non saranno solo le piattaforme tecnologiche. perché il problema non è la
tecnologia.
Personalmente penso che sia un tentativo di mettere insieme persone e
soluzioni. Io vorrei solo dare un contributo su alcuni aspetti che mi
stanno più a cuore: la gestione delle informazioni da un punto di vista dei
contenuti e dei processi. La tecnologia va e viene, ma quello che ora fa
parte del mio impegno di studi nel progetto di ricerca che sto sviluppando
è proprio legato alla collaborazione dei dati non come fatto tecnologico
puro.

Poiché tutti sappiamo che esistono soluzioni tecnologiche, alcune
complementari altre alternative, alcune proprietarie altre no, alcune che
fanno una cosa altre che ne fanno delle altre. Sinceramente credo che
l'emergenza abbia bisogno di partecipazione e collaborazione non di
competizioni. Penso che sia arrivato il momento di mettere insieme tutte le
esperienze e cercare una soluzione.
Come SMEM. Smem non è di nessuno, smem è di tutti quelli che vogliono
usarlo. SMEM is a commons. Non c'è paternità. C'è solo qualcuno che si è
messo a ragionare, qualcuno che si è impegnato a scrivere documenti e un
razionale (sottolineo qualcuno). Ma il risultato è di tutti.

Ritengo che Uptu abbia esperienza da mettere in campo e quindi credo che
l'unico modo sia proporvi e partecipare.
Ed è quello che mi sembra venga fuori. Almeno io l'ho interpretato così.

2012/6/6 Simona Amodeo <rs.amo...@gmail.com>


 
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Carmelo Orlando  
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 More options Jun 6 2012, 5:19 pm
From: Carmelo Orlando <melo.o...@gmail.com>
Date: Wed, 6 Jun 2012 23:19:21 +0200
Local: Wed, Jun 6 2012 5:19 pm
Subject: Re: Protezione Civica

ciao Luca..
mi sento in dovere di risponderti visto che chiedi di vedere cosa ho fatto
in qualità di smem  per uptu italia..

La mia collaborazione con loro, è iniziata poco tempo fà...
e i lavori sono stati finalizzati all'ottimizzazione dello strumento
social...

quella che si cita come "protezione civica", risponde in gergo tecnico a
tematiche di "resilienza" .

Il sistema della protezione civile italiana, ha subito una riforma
strutturale importante, che l'ha riportato indietro di 40 anni.. dove chi
doveva essere coordinato, adesso è chiamato a coordinare, amministrazioni
civili e militari, volontari, tutte componenti e strutture del sistema, che
per loro natura ed estrazione, parlano linguaggi differenti...
la riforma della 225\92 tocca da vicino anche i cittadini, ignari di quanto
grave e importante sia questa riforma...
Si affidano agli enti locali, comuni e regioni, i compiti di assistenza e
primo intervento e credimi, conoscendo il sistema nazionale, posso dirti
che gli enti locali non sono assolutamente pronti ed efficienti a dare una
tale prima risposta.

L'Emilia, ultima regione in ordine cronologico ad essere interessata da un
fenomeno naturale, possiamo dire che ha retto "abbastanza" bene.. ma stiamo
parlando di una regione "attiva" nel campo della protezione civile.. che ha
oltrettutto come regioni limitrofe Umbria, Marche Lombardia, Toscana, tutti
sistemi attivi e "all'avangiuardia"...

Non oso immaginare cosa puo accadere quando ad essere interessate dai
fenomeni, saranno l'Irpina, la Calabria...

Le grandi rivoluzioni, come una protezione civile 2.0, o una protezione
civica, merita una formazione specifica ai volontari; una motivazione per
il quale essi debbano usare le nuove tecnologie... intervenire su di loro,
che sono cittadini prima di tutto, porta all'ultimo stato della piramide
civica, (o al primo) la popolazione e quindi alla realizzazione della
resilienza... quella di essere cittadini informati, attivi e partecipi.
che possono discutere ad esempio dei piani di protezione civile...
sapere dov'è un area di attesa, un punto di raccolta, essere a conoscenza
delle aree di ammassamento per i soccorsi.... sapere gia da prima dove
sorgerà una tendopoli..

la mia ambizione, da giovane italiano che concepisce fenomeni e non
catastrofi, è questa. i miei studi, le mie esperienze mi hanno portato fino
ad uptu... uno strumento in cui credo e che ritengo ottimo per la
realizzazione della Resilienza.

Il network del crisis camp, potrebbe diventare partner di uptu, e apportare
il suo valore aggiunto al social network uptu;

Quando vuoi, se lo ritieni opportuno, possiamo vederci e cercare di capire
insieme come possiamo sfruttare le potenzialità di entrambi..

Mi dispiace per domani, di non essere a Genova, ma nei prossimi giorni sarò
impegnato in Irpinia con gruppi di volontariato e cittadinanza attiva sui
beni comuni per uptuitalia.

Scusami per la tardiva risposta, ma in autobus verso sud non avevo a
disposizione la rete 3G..

Cambiamolo insieme questo mondo e salviamo il sistema di protezione civile
italiano.. ne abbiamo tutti un gran bisogno..

cordiali saluti

Carmelo Orlando
Social Media Emergency Manager per UPTUitalia
resilienzaitalia.blog.com

Il giorno 06 giugno 2012 17:48, Luca Tempestini
<luca.tempest...@gmail.com>ha scritto:


 
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Simona Amodeo  
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 More options Jun 7 2012, 3:28 am
From: Simona Amodeo <rs.amo...@gmail.com>
Date: Thu, 7 Jun 2012 00:28:15 -0700 (PDT)
Local: Thurs, Jun 7 2012 3:28 am
Subject: Re: Protezione Civica
Ciao Elena,
d'accordo con te sul fatto che il "problema" non sia la piattaforma
tecnologica in senso stretto.
Forse il mio post precedente mancava di chiarezza perchè ciò che tu mi
rispondi non è quello che chiedevo.
Mi parli di costruire qualcosa a partire da Ushaidi e io ti ripeto:
perchè costruire qualcosa che, con Uptu, esiste già?
Nella community di Uptu non si parla di tecnologie, si parla di
pericoli, di emergenze e si cerca di trovare soluzioni attraverso una
rete di soggetti che vi operano. Uptu è uno spazio partecipativo.
Tu mi parli di collaborazione e non di competizione e poi mi dici di
proporci e di partecipare, noi a te, al Crisis ci siamo proposti e ci
siamo detti pronti a collaborare.
E adesso nasce Protezione Civica, un nuovo strumento, lasciami dire,
che manca di completezza rispetto a quel che Luna nel suo articolo
dice di volere.
Protezione Civica è ciò che dentro Uptu c'è già.
Noi ci siamo, e ve lo abbiamo detto più volte... e voi?

On 6 Giu, 23:19, Carmelo Orlando <melo.o...@gmail.com> wrote:


 
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Alvise Rossano  
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 More options Jun 10 2012, 6:25 am
From: Alvise Rossano <a.ross...@atwork.it>
Date: Sun, 10 Jun 2012 03:25:54 -0700 (PDT)
Local: Sun, Jun 10 2012 6:25 am
Subject: Re: Protezione Civica

Mi dispiace ma non siete credibili, non siamo credibili e NON mi riferisco agli 850.000 volontari e ai milioni di persone a cui ci rivolgiamo idealmente, ma a Elena Rapisardi ed il gruppo dirigente di CrisisCamp e a Riccardo Luna che ho incontrato giovedì a Bologna.

Luna che conosce Uptu da Luglio 2011 (voi solo da novembre 2011) mi dice che il problema è il codice di Uptu è proprietario. A parte che noi abbiamo risposto parliamone, comunque nessuno ce l'ha mai chiesto, certo che se il modello di business paventatomi a luglio - o forse ho capito male io - è quello dei soldi pubblici, e magari il progetto fatto dagli amici di Majora Lab con WeDu e DecoroUrbano, che sono in Wikitalia, ci stiamo anche noi!

Elena dice che non si tratta di problemi di piattaforma tecnologica, teoricamente come dargli torto, anche se nei fatti non siete stati conseguenti. Anch'io dico che appunto non si tratta di pura tecnologia, ma di modello di partecipazione sociale, che la tecnologia favorisce e implementa. In ambito di partecipazione sociale c'è molto da creare e Uptu non è tecnologia ma gente che lavora per implementare un modello di partecipazione italiana da impiegare non solo nel caso delle emergenze (sfruttando le ns. caratteristiche, le ns qualità e i ns. problemi che rappresentano opportunità competitive per uscire dal localismo (allarghiamoci al mercato) e dall'omologazione, che per noi significa comprare o usare quello che gli altri Paesi ci offrono. La soluzione non può essere facebook o twitter o altro che non sia nato per lo scopo di stimolare una partcipazione attiva e dal basso, che non hanno l'anima idonea ma funzionalità. Spesso sono proprio gli stakeholder informati come noi, i Wikitalisti a sponsorizzare come buono tutto, eccetto quello che nasce nel nostro cortile). Se dietro a qs modello c'è anche un'ottica di ritorno derivante dal mercato, quello che facciamo potrebbe anche durare. A Bologna ho trovato sordità o non interesse a cogliere qs visone, qs. messaggio, preoccupati a confezionare hashtag algoritmici ma ragionando senza risultato su partecipazione per le emergenze utilizzando il povero Twitter. Qual è il nostro/vostro modello? La risposta però l'avete data venerdì mattina: usate piuttosto NING una piattaforma commerciale estera - non ha più importanza la proprietà del codice - fintanto che non trovate i soldi dei contribuenti!

Allora scopriamo le carte con le persone oneste che ci danno credito. In questo Paese l'incapacità a collaborare è frutto di interessi strutturati particolari, a volte personali, sia al nostro livello di società presuntamente civile sia a quello politico e sociale più alto che peró sempre critichiamo per generare consenso come fa Riccardo.

Quello che ho capito in un anno di rapporti intrattenuti con il mondo dell'Associazionismo, della PA, del giornalismo "impegnato" italiano è che siamo onestamente e individualmente impegnati nel perseguire i ns. Interessi. A volte si tratta unicamente di sbarcare il lunario, di avere un po' di lavoro, non importa se me lo offra Hushaidi, Ning o Uptu. In altri casi c'è gente che ci costruisce la propria dimensione pubblica ed è ovvio che grazie a questa oggi ci campa e chissà domani: n'est pas, Riccardo?

In questo circa anno e mezzo in cui si sta muovendo la ns.azione anzicché unire le nostre forze, che era quello che proponevamo in una sana ottica lobbistica d'interesse per lo sviluppo del Paese (non l'interesse dell'individuo o del gruppo), ne abbiamo visto di tutti i colori. Scriverò forse un libro - magari a più mani con i tanti che lavorano e di cui ho rispetto - dopo che mi sarò disintossicato da questa immersione nell'impegno civile presuntamente "disinteressato".

Al momento ci vogliono risposte e vi prometto che per un po' in Italia non vi scrollerete dalle spalle la sana e costruttiva pressione di Uptu. Noi stiamo lavorando per il benessere nostro e del Paese, il nostro lavoro vogliamo garantircelo mediante sana competizione, che va oltre i nostri confini, e non possiamo accettare la difesa del nostro orticello italiota.

Saluti e buona fortuna
Alvise Rossano
C.E.O. At Work Srl
Resp. Progetto Uptu


 
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Paola Di Maio  
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 More options Jun 10 2012, 7:07 am
From: Paola Di Maio <paola.dim...@gmail.com>
Date: Sun, 10 Jun 2012 12:07:28 +0100
Local: Sun, Jun 10 2012 7:07 am
Subject: Re: Protezione Civica
Heila crisiscampers Italy

mi fa piacere ricevere notizie, anche se un po 'confuse, che succede?

Non si capisce bene cosa succede dai posi, cosa e'successo venerdi
mattina a Bologna?
(io non sono in Italia)

Ognuno ha una visione diversa dell'affare anche perche' ognuno ha
conoscenze/credenze/religioni/prospettive/interessi diversi

Il compito di una mailing list e' di facilitare il dialogo affinche'
si possano superare tali
divergenze di opinioni - laddove possibile - in modo costruttivo, e
nel rispetto delle scelte altrui

Io credo che, nonostante le differenze, gli interessi e i conflitti
inevitabili, in questo gruppo i partecipanti abbiano interessi comuni:
per esempio ottimizzare i flussi di informazione durante le emergenze,
 garantire transparenza, affidabilitae dunque equanimita' nella
distribuzione delle risorse eccetera

Non c'e' un solo modo per conseguire tale obiettivo, anzi, probabilmente ognuno
si propone (o crede) di poter raggiungere tale obiettivo seguendo un
percorso diverso, e ogni percorso comporta una scelta di fondo, a
sicuramente ogni percorso ha
i suoi pro e suoi contro

Nella mia esperienza (ahime, ventennale)  anche il casino
puo' servire a progredire, in qual caso, benvenga  :-)

(dai, azzuffiamoci)

In realta'  alla rete servono dati,  affinche tali dati possano essere
utili operativamente, sono necessarie una serie di caratteristiche,
solo alcune di queste caratteristiche sono strettamente 'tecniche' per
esempio, il formato di output deve essere xml/rss.

Oggi come oggi, la maggior parte delle piattaforme offre queste funzionalita'.

Perche' non facciamo un bella tabella (deformazione professionale) di
tutte le piattaforme/istallazioni
possibili, e poi un analisi di vantaggi/svantaggi di ciascuna soluzione

Possiamo anche aprire varie istallazioni parallele, sempre che i dati
siano interoperabili/intercambiabili, no?

OK,  c'e' una istallazione della piattaforma NING, una scelta
tecnologica discutibile
(e proprietaria!!), ma un punto di partenza come un altro.

Si possono sempre esportare i dati da NING o UPTU in un secondo momento

Quali sono le altre istallazioni?

C'e'  un istallazione UPTU per la protezione civile, cosi'la possiamo valutare?

(rossano e simona, non abbiamo bisogno del permesso di altri
crisiscampers per aprire un istallazione uptu)

Carmelo, congratulations per il tuo nuovo incarico!!

Teneteci informati

PDM

2012/6/10 Alvise Rossano <a.ross...@atwork.it>:


 
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elena rapisardi  
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 More options Jun 10 2012, 4:32 pm
From: elena rapisardi <e.rapisa...@gmail.com>
Date: Sun, 10 Jun 2012 22:32:55 +0200
Local: Sun, Jun 10 2012 4:32 pm
Subject: Re: Protezione Civica

Concordo con quello che dice Paola e la ringrazio: ognuno ha una visione
diversa.
E' importante questa diversità di visione, come delle soluzioni.
Da un punto di vista di chi fa ricerca, come me, l'idea di fare una
platform review mi sembra una buona cosa, perché sarebbe uno strumento per
fare chiarezza su ciò che è disponibile, su come funziona e su cosa si sta
usando. La trovo un'ottima idea e credo che possa essere un contributo
importante.

Arrivo a quanto dice Alvise. E rispondo per quello che ritengo mi riguardi,
mentre su alcuni punti forse dovrebbe rispondere direttamente Riccardo Luna
(che però non è iscritto a questa lista di discussione)

Innanzitutto Crisis Camp Italy non è una struttura, un'associazione o
altro, quindi non ha un gruppo dirigente, ma solo un gruppo promotore che
con il tempo è cambiato e modificato. E' un gruppo di discussione e
confronto. Non è quindi un gruppo decisore, bensì semplicemente proponente.
Ognuno, in accordo con Crisis Commons, è libero di organizzare un Crisis
Camp, come infatti è emerso dal gruppo di Genova. E' una struttura
orizzontale, un semplice network di persone. Su questo Francesco Ciriaci
che è più in contatto di me con il gruppo di Crisis Commons può forse dare
maggiori spiegazioni.
Quindi in realtà non credo che possa fare partnership come suggerisce
Carmelo. Ma correggetemi se sbaglio. Tra l'altro, molti partecipanti al
crisis camp fanno parte di altri gruppi di discussione e  anche di
associazioni o istituzioni, ma la loro partecipazione personale non
significa che ci siano partnership. Solo network a titolo individuale. Un
esempio: un vigile del fuoco è venuto al crisis camp, ma questo non
significa che i VVF abbiano una partnership con Crisis Camp Italy. Oppure
il mio caso, io sto facendo un dottorato di ricerca con l'Università di
Torino, è quella la mia identità professionale, questo non significa che
l'università di Torino abbia aderito al Crisis Camp.
Ma se qualcuno volesse dare maggior coesione a questo gruppo è libero di
farlo, anche trasformarlo in un associazione di volontari o altro, ognuno
può sempre proporlo e saranno le persone singole a decidere. E' questo
l'aspetto positivo di questi network e/o gruppi discussione. Ognuno è
libero di proporre idee e iniziative gli altri di aderire o meno.

Contenuti del Crisis Camp:  "*A Bologna ho trovato sordità o non interesse
a cogliere qs visone, qs. messaggio, preoccupati a confezionare **hashtag
algoritmici ma ragionando senza risultato su partecipazione per le
emergenze utilizzando il povero Twitter.*"
A Bologna diverse persone sentivano l'esigenza di scambiare idee su questi
argomenti, il Crisis Camp era proprio su come usare al meglio twitter per
scambiare informazioni in emergenza. Non abbiamo conseguito risultati? Può
darsi, per qualcuno però è stato utile discuterne. Credo semplicemente che
le persone che hanno aderito e partecipato avessero bisogno di confrontarsi
su quell'argomento. E mi conforta sapere che anche in altri paesi si stia
riflettendo sugli stessi argomenti, mentre altri stanno riflettendo su
altri aspetti. Se il gruppo voleva discutere di quello mi sembra sacrosanto
il fatto che lo si sia fatto, anche se in modo miope, vista da un altro
punto di vista. Ma non si è sempre perfetti, a volte si sbaglia anche
partendo dalle migliori intenzioni.
Quel crisis camp come tutti gli altri crisis camp sono un'occasione di
scambio, senza nessuna pretesa di trovare e decidere soluzioni valide per
tutti. Un momento di scambio e di conoscenza tutto qui.  Se poi si è
sbagliato la prossima volta potrebbe sempre migliorare.

Per il resto, penso che tutti si stia cercando di fare qualcosa di utile e
di buono. Anche facendo errori.
Il vostro lavoro, intendendo quello di Alvise e quello di Simona e di
Carmelo, è un'esperienza importante, come quello che stanno facendo altri.
Ognuno si sta adoperando all'interno del suo contesto e per le competenze
che ha e con le migliori intenzioni. Ognuno potrebbe fare un pezzo. Questa
è stata e rimarrà sempre la mia idea.
Confermo la mia disponibilità a parlare personalmente, magari per chiarire
alcuni punti che emergono con forza dalla email di Alvise e da quelle di
Simona e Carmelo.

elena

2012/6/10 Paola Di Maio <paola.dim...@gmail.com>

...

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Alvise Rossano  
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 More options Jun 11 2012, 1:52 pm
From: Alvise Rossano <a.ross...@atwork.it>
Date: Mon, 11 Jun 2012 10:52:08 -0700 (PDT)
Local: Mon, Jun 11 2012 1:52 pm
Subject: Re: Protezione Civica

Ciao a tutti,

scusate il ritardo nella risposta ma quando si lavora non si riesce a
twittare o postare 20 volte al giorno, tra l'altro sto proponendo una
moratoria sui social media per ridurre le emissioni di CO2 e rendere più
democratica la rete. Al massimo 4 post al giorno!

Concordo amaramente ma realisticamente con Paola circa i giardinetti. E' il
male degli italiani che si accontentano e difendono il giardinetto "patrio"
mentre gli altri ci stanno sfilando da sotto qualsiasi cosa ...  
Continuiamo pure ... Terminate le discussioni, faide, epurazioni interne, i
superstiti passano a recuperare il bottino o ad analizzare il dilemma dove
recuperano i soldi ... rigorosamente pubblici.

Carmelo ha usato il termine partnership ma credo intendesse dire
condivisione, collaborazione, reciproco sostegno, ascolto (come riporta
un detto orientale "L'uomo saggio ha grandi orecchie").

Non sapevo che Riccardo non seguisse questo Gruppo, dato il suo nuovo
interesse ero convinto erroneamente proprio del contrario. Mi pare che sia
stato comunque opportunamente avvisato. Per correttezza lo
informerò personalmente.

Per quanto io ricordi, la comunicazione legata al Camp di Bologna era
riferita ai social media e non specificatamente a twitter, come poi in
effetti ci siamo trovati a discutere e comunque nel mio gruppo la
conduzione Elena - che era quello diretto da te - mi pareva un po'
stile "centralismo democratico".

Cercando di dare un contributo per il miglioramento, potrei suggerire di
dare la prossima volta obiettivi e determinare un coinvolgimento e una
gestione delle persone e del tempo più trasparente.

A proposito della collaborazione, che abbiamo offerto ma siamo stati
respinti con la scusa di essere appestati perché anzicché chiedere soldi
pubblici per fare open code ci abbiamo messo soldi nostri (dunque in Italia
soggetti pazzi e non credibili), mi pare che altro POST inserito da Paola
di Maio (al quale mi accingo a rispondere) offre un'interpretazione più
aperta e meno integralista.

Paola, la verità che hanno scelto NING per paura di socializzare la
partecipazione e gli utenti con Uptu un progetto italiano che loro pensano
concorrente (scusate se sembra la polemica di Caprotti con le Coop ma non è
così) e gli da fastidio, altro che collaborazione.

Non penso sia corretto continuare per rispetto di chi sulle emergenze sta
effettivamente lavorando e perché Riccardo Luna non può leggere qui e non
mi piace che gli venga riferito.

Ciao
Alvise


 
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Paola Di Maio  
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 More options Jun 11 2012, 4:32 pm
From: Paola Di Maio <paola.dim...@gmail.com>
Date: Mon, 11 Jun 2012 21:32:06 +0100
Local: Mon, Jun 11 2012 4:32 pm
Subject: Re: Protezione Civica
Rossano

non so se hai ragione, ma a me piace sentire voci contrastanti, e schiette

anche se mi dispiace se non sono state prese decisioni ottimali

Io sempre mi chiedo perche'  gli inviti circolano sempre a cose fatte,
quando ormai e' troppo tardi per contribuire,  e che ci sono delle
lobby segrete che gestiscono e manipolano tutto per proprio
tornaconto, questo si sa

ma e'anche vero che tutto si evolve sempre (per fortuna)

quello che posso suggerire e' di farne un caso studio, e poi pubblicarlo

nel senso che dal link che ha postato elena non si capisce bene
chi abbia deciso di usare ning, perche', quali valutazioni sono state
fatte da chi,  chi ha invitato la gente iscriversi
eccetera

ma sappiamo che esiste lo 'stato segreto',
sappiamo anche che andrebbe investigato e fatta luce

:-)

dunque

chi ha deciso cosa, come, quando,  in base a quali criteri
chi e' stato informato, eccetera, con quali risultati , quali
risultati mancati eccetera

facciamo un bel resoconto e pubblichiamolo in qualche rivista scientifica
(visto che della stampa non ci si puo fidare)

Nel nome della trasparenza operativa

apropo

Ho cliccato solo ora sul link che ha mandato elena, e non sembra ci sia propio
tanto , ma la cosa che mi intriga di piu' e'  la pagina con l'elenco
delle donazioni
e la colonna 'destinazione' in bianco

bene, perche' non metti su una istanza uptu (non conosco le
funzionalita offerte)
che getti transparenza sulle donazioni , da dove vengono, dove vanno,
chi gestisce i soldi,
chi prende decisioni, come vengono prese queste decisioni eccetera

(non so se uptu puo' aiutare in questo senso, ma e'un lavoro che andrebbe fatto)

se no, si usa un altra piattaforma, o  una combinazione

questo e' il data journalism di cui abbiamo bisogno, no?

PDM

2012/6/11 Alvise Rossano <a.ross...@atwork.it>:


 
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