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voci dalla
Palestina occupata
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BoccheScucite
quindicinale
di controinformazione
speciale
Pasqua - 23 marzo 2008
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Che sia Pasqua di
liberazione. Per tutti!
Se ogni anno BoccheScucite esce con questo Speciale per
la Pasqua è perchè dalle Chiese di Terra santa si leva puntualmente una
denuncia/annuncio la cui forza d'urto dovrebbe sconquassare
l'insopportabile indifferenza del mondo per un'oppressione diventata
strutturale e protetta proprio dal nostro silenzio. Se ogni anno si
rinnova questo drammatico appello dalla Chiesa di Gerusalemme che “è
sempre sulla Croce” -come scrive Mons.Sabbah nella sua ultima Lettera
Pastorale- questa Pasqua 2008 è particolarmente segnata dalla conclusione
del ministero del Patriarca Sabbah. Il miglior omaggio che possiamo
tributargli è il diffondere le sue ap-passionate (cioè piene di
sofferenza!) parole che ci raccomandano di “non rassegnarci davanti
alle ingiustizie e alla diverse forme di oppressione”. Diffondiamo i
suoi Scritti, raccolti nel libro Voce che grida dal deserto
(Edizioni EP), organizziamo presentazioni nelle nostre città (info:
nan...@libero.it ) e
magari riusciremo anche ad accogliere lo stesso Patriarca (è in programma
un altro tour in Italia. Info: donma...@tiscali.it
). Contribuiremo così a gettare un altro piccolo seme di speranza nella
“nostra terra di morte e di resurrezione”, per una più stretta
comunione con “tutti i Palestinesi, vittime dell’occupazione.” Gli
auguri di questa Pasqua 2008 sono le parole del Patriarca Sabbah nella sua
ultima Lettera Pastorale: “Come tutti i Palestinesi, dobbiamo pagare il
prezzo per ritrovare la nostra libertà. Ritrovare la libertà, pagare il
prezzo e resistere, tutto questo è un dovere, certamente, ma crediamo
anche nel comandamento dell’amore, e dunque in una resistenza che rientri
nella logica dell’amore cristiano. Una resistenza nonviolenta capace di
portare i due popoli a godere in maniera uguale della loro libertà, della
loro sovranità e della loro
sicurezza”. |
Fratelli e sorelle, Cristo è risorto. Buona e
santa festa di Pasqua. E’ la mia ultima Pasqua con voi. Avendo compiuto 75 anni,
presto mi ritirerò. Ma continuerò ad accompagnarvi nelle mie preghiere ed a
condividere con voi le vostre gioie e le vostre pene, in questa santa città di
Gerusalemme. E, con ogni persona di buona volontà, continuerò ad agire per la
giustizia e per la pace, affinché questa terra e tutti i suoi abitanti ritrovino
sicurezza e tranquillità, nella presenza di Dio Onnipotente, pieno d’amore e di
misericordia. Assicuro la mia preghiera e la mia amicizia a tutti i fedeli di
tutte le nostre chiese di Gerusalemme, ed anche a tutti i credenti nelle
differenti religioni presenti su questa terra: ebrei, musulmani, cristiani,
drusi e la comunità dei Baha’i. Cristo è risorto! Domando a Dio di riempire i
vostri cuori della gioia e la speranza della Resurrezione. Viviamo tutti su una
terra santa, terra di Rivelazione di Dio all’umanità, terra di redenzione e di
riconciliazione dei popoli tra loro e con Dio, un Dio che ascolta e perdona. E
ciononostante, purtroppo, questa terra rimane una terra di sangue, ignorante
della sua vocazione e incapace di accoglierla. In queste ultime settimane, le
vicende di Gaza e le centinaia di vittime cadute dall’inizio di un assedio
imposto a più di un milione di abitanti, le giovani vittime di questo recente
attentato perpetrato in una Yeshiva di Gerusalemme, le incursioni incessanti dei
militari israeliani nelle città palestinesi malgrado gli accordi con l’Autorità
Palestinese, e l’assassinio di numerosi giovani, tra cui i quattro giovani di
Betlemme uccisi una settimana fa dentro la loro casa, tutto questo non è che una
spirale di violenza disumana e inutile, da qualunque parte essa provenga.
D’altra parte, la semplice analisi dei fatti mostra che questa violenza non ha
portato alla sicurezza voluta. Questa violenza disumana e inutile è un attentato
alla dignità umana, quella di colui che uccide, come quella di colui che è
ucciso. Tutto questo è contrario alla vita nuova che noi celebriamo con la festa
di Pasqua. Gli Stati, le persone, gli israeliani e i palestinesi, dopo più di un
secolo di conflitto e di violenza devono rendersi conto che oggi gli eserciti
non riescono più a difendere i loro popoli. Essi li espongono al contrario a
maggiore violenza, paura e insicurezza, perché i deboli e gli oppressi traggono
la forza in loro stessi e arrivano a sfidare le potenze di questo mondo. È tempo
di comprendere le lezioni della storia e di rientrare nelle strade di Dio; è
tempo per gli Stati ed i responsabili politici di accettare la loro vocazione:
costruire le società e non demolirle. Ora, la violenza demolisce, non
costruisce. In più, creandoci, Dio ha dato a ciascuno di noi una parte della sua
bontà, rendendoci tutti capaci di costruire delle società in cui riconoscersi
tutti fratelli e sorelle, creature dello stesso Dio, aventi gli stessi diritti e
gli stessi doveri. E la violenza non è una buona via per raggiungere questo
scopo. Siamo tutti creature dello stesso Dio uno e unico, che ci chiama a
diventare santi e perfetti come lui (Mt 5, 48).
Nonostante e a fianco di
questo, esistono nelle due società, israeliana e palestinese, centinaia di
migliaia di persone che gridano: pace, Pace!, e che aspirano alla ‘pace ora’.
Allo stesso modo esistono anche, nelle due parti, degli estremisti, prigionieri
delle loro ideologie, che pensano di poter o dovere uccidere il loro fratello in
nome di Dio, mentre Dio dice a tutti: ama il tuo prossimo come te stesso.
Abbiamo bisogno di capi capaci di fare la pace, perché essa è l’unico mezzo
d’imporre un limite all’estremismo e di cominciare una vera azione in favore
della sicurezza. Dire che la pace è un rischio che non si può prendere,
significa dire che siamo destinati a restare sulle strade della violenza e della
morte. Resta ai capi di scegliere tra i due, la pace o l’estremismo, che cresce
sempre causando sempre più insicurezza. Abbiamo bisogno di capi pronti a pagare
con la loro vita il prezzo della pace, non di capi che danno l’ordine di
uccidere e di assassinare, e mandano ad ammazzare o ad essere ammazzati. San
Paolo ci disse: “Non avete ricevuto uno spirito di schiavi per ricadere nella
paura” (Rm 8,15), ma lo spirito di Dio, per essere forti della forza di Dio e
del suo amore. Pasqua è la celebrazione del trionfo di Cristo sulla morte e sul
peccato. A tutti Dio accorda la grazia di poter vincere il male in sé stessi e
in quelli che ci attorniano. Accorda a tutti noi la forza di poter trasformare
il rancore e la morte in fiducia, in amicizia e vita abbondante, frutto della
resurrezione. Noi crediamo in Dio. Egli è buono e la sua bontà finirà per
vincere sul male degli uomini che non cessano di dire: noi costruiamo e vogliamo
la sicurezza, mentre non cessano di ridurre la sicurezza ad un miraggio. È tempo
di prendere nuove misure di sicurezza che rispettino la persona e la conducano
verso la pace, non verso la morte. Fratelli e sorelle, termino la mia missione
come Patriarca ma continuerò a pregare e a camminare con voi per le vie ardue
della giustizia e della pace, A tutti, auguro una vita nuova piena dello Spirito
di Dio, della sua forza e del suo amore.
+ Michel Sabbah, Patriarca Gerusalemme, 17 marzo 2008
VOI CON NOI, RESPONSABILI DELLA RESURREZIONE
I Capi delle Chiese Cristiane di Terra santa
Cari fratelli e sorelle,
(...) Quella sera del giorno di Pasqua era ovvio che i discepoli fossero pieni di paura, dubbiosi e perplessi. Così tante cose erano accadute in quelle ore da renderli incerti sul futuro e succubi della paura. Tuttavia, proprio nel momento della loro più grande angoscia, Gesù venne e rimase con loro. E loro alla fine credettero che proprio lui era improvvisamente apparso loro. Paura, debolezza e porte chiuse non potevano tenere Gesù distante dai suoi discepoli, allora come adesso! Salutando i discepoli il consueto “la Pace sia con voi!” Gesù cerca di calmare i loro cuori ansiosi e preoccupati.
Anche noi, qui e oggi, abbiamo bisogno di vedere il Signore Risorto, per vincere la paura di tutto quello che sta accadendo attorno e dentro di noi, così da rimpiazzare la nostra paura ed angoscia con la pace e la gioia.
(...) Allo stesso modo dobbiamo sollevare la vita della gente dai molti pesi causati dall'occupazione, dallo spargimento di sangue e dalla violenza, dalle uccisioni e dall’odio reciproco, così come da tutto ciò che ci illudiamo siano le vie per raggiungere la sicurezza. In tutte queste situazioni di morte noi dimostriamo che siamo gli apostoli della resurrezione, con la sua gioia e speranza. Dobbiamo dire alla gente che la situazione attuale nella quale stiamo vivendo è parte di una più profonda malattia del mondo intero. (...) E dobbiamo tutti ammettere il nostro coinvolgimento nella malattia del mondo, per essere perdonati ed essere in grado di vedere le giuste strade che portano alla sicurezza e alla pace. Questo diciamo ai nostri Leader in Palestina ed Israele. Non sottovalutiamo l’oppressione di così tanta gente per la continua violenza e gli atti di terrorismo che ci opprimono. Siamo tutti vittime di questa violenza, nella West Bank, a Gaza e nella società israeliana. E il Signore Risorto ci ricorda che abbiamo tutti una responsabilità e che dobbiamo cambiare la situazione attuale.
Le strade seguite fino ad oggi devono essere cambiate. Se non lo si farà, rimarremo in questa condizione di permanente circuito di violenza. A voi, Leader di questa Terra, chiediamo che Dio dia luce e forza perchè possiate liberarci dalla morte e dalla paura . (...) Dovete assumervi pienamente le vostra responsabilità, qui in Terra santa. Anche voi siete responsabili con noi del ristabilire la gioia della Risurrezione e di eliminare i pesi della morte e dell’odio, dell’occupazione e del Muro, per affrontare i rischi della pace. Fate tutto quello che potete per coinvolgere anche i vostri Governi ad assumersi le loro responsabilità per la pace in questa Terra. Pregate per noi per una pace giusta in questa Terra. Pregate perchè la paura, il maggior ostacolo alla pace, sparisca. Pregate perché i popoli si riconoscano e si accettino l’un l’altro, così che siano aperte le strade alla gloria della resurrezione e questa Terra di resurrezione possa godere la nuova vita alla quale Dio ci ha chiamato.
Per questo Cristo è risorto. Buona Pasqua!
I testi completi li trovate in http://www.lpj.org/newsite2006/index.html

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