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allegato BoccheScucite n.95 - 1 febbraio
2010
ultim'ora. Berlusconi in Israele
"Il ruolo che l'Italia ha fin qui svolto e puo' svolgere e'
molto chiaro. Siamo sempre stati vicini al popolo di Israele. Siamo convinti
della sua assoluta buona causa". Un assoluto
che cestina centinaia di Risoluzioni Onu e finge di aver
seppellito nell'oblio, oltre alle migliaia di morti, anche le decine
di anni di storia di ingiustizie realizzate nel sistema di
occupazione israeliano. Ma non è finita. Altro che legalità internazionale
e diritti umani! Il premier ricorda il piano Marshall per dare alla
Cisgiordania un forte "stimolo economico, perchè tutti sanno che solo con il
benessere c'e' la possibilita' di una pace duratura".
«Ho un sogno: che Israele possa entrare un giorno nell'Unione
europea». Era iniziata così la visita-record di Silvio Berlusconi (mai
visti tanti ministri, per un totale di cento persone). «Abbiamo l'orgoglio
di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della
civiltà europea. Per questo sogno che Israele possa entrare
nell'Europa» ha detto a fianco dell' "amico Benjamin". «Credo di
essere l'italiano vivente che ha messo a dimora più alberi. Sono l'unico
italiano a fare collezione di ulivi antichi, in Sardegna ho almeno 20 ulivi che
hanno più di mille anni, con la certificazione dell'Università di Gerusalemme,
che ne ha duemila. Io, scherzando, dico qualche volta ai miei ospiti che
quest'ultimo viene direttamente dall'orto del Getsemani e che il segno visibile
sul tronco è un segno lasciato dal ginocchio di Gesù». Dimostrando la sua
competenza, ha piantato un albero, ampliando la buca, spostando le rocce e
annaffiandolo bene. Dopo aver terminato un lungo discorso il 74enne Presidente
del Consiglio, ha promesso che ritornerà a vedere l'albero tra 47 anni, quando
lui ne avrà 120.
"Non ci sia un'altra
Gaza!"
Sì, anche queste sono parole di berlusca, ma leggete la frase intera per
non pensare che abbia fatto riferimento al massacro di civili o
all'embargo:
"Mi impegno a fermare l’arrivo di armi attraverso il Libano, portando anche
lì le vostre preoccupazioni, per bloccare queste armi, razzi e missili
pericolosissimi, perché non vogliamo una seconda Gaza con partenza dei razzi dal
Libano".
E per un commento "appropriato", non si può dare torto alla colona
israeliana e parlamentare italiana Nirenstein, che sintetizza l'impunità
mondiale di cui gode da sempre (e per sempre?) Israele, nell'abbandono totale
del popolo palestinese:
"Con la
visita di Berlusconi ho finalmente la sensazione che il lavoro di
accumulare un chicco di sabbia sopra l’altro, un cucchiaino d’acqua del mare
insieme all’altro, alla fine sia un lavoro con un significato: Esiste un mondo
che ha di Israele una visione realistica, non vista attraverso la lente
deformante dell’odio arabo e palestinese che ne fa una grottesca caricatura di
uno stato razzista, indegno di vivere, ma un meraviglioso simbolo
dell’irrinunciabile amore della cultura ebraica per la democrazia e di
resistenza di fronte al costante pericolo di vita".
(Fiamma Nirenstein)