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Dedicato a tutte le donne che hanno lasciato il
loro Paese per salpare e rompere l'assedio di Gaza e a tutti gli uomini che
non si rassegnano al peggiorare delle notizie dalla terra occupata
e distrutta di palestina; a tutti gli anziani che non dimenticano
storie e lotte per affrettare la pace e ai giovani, "insonni" e
inquieti di fronte alle ingiustizie, con i quali -con l'amico Tonio
Dell'Olio, bocca scucita della prima ora- proviamo la gioia di riconoscere
l'alba di liberazione ormai vicina.
Per tutti gli insonni sembra che la notte tardi a partorire
l'alba. E non so dire se la veglia degli impazienti spinga più in là la luce
dell’aurora o l’affretti o la prepari o l’insegua. So solo che i loro
occhi non si rassegnano al buio litigano con le tenebre e ogni rintocco
di campana lontana è un respiro più lungo nell’affanno. E poi sono pensieri
che ritornano dal passato parole scolpite in una memoria che non sapevi di
avere pianti di altri che hanno bagnato anche le tue guance e rabbia
sepolta nella terra degli anni.
in
allegato BoccheScucite n.130 - 15 luglio 2011 - www.bocchescucite.org Gli
insonni sono sentinelle dei sentimenti del mondo e veggenti che spiano nella
filigrana del futuro. Non so se è speranza o ansia timore angoscia o
solo presentimento. So solo che i loro occhi stanchi saranno pronti alle
prime luci salutandole come una liberazione e un nuovo inizio. L’alba
sarebbe nata comunque ma valeva la pena attenderla o prepararla o inseguirla
o incalzarla. Almeno lasciarsi trovare svegli per riconoscerla e
salutarla