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? ? ? Questa ?la ?fotografia? dettagliata della situazione della sede del R.E.C. ora che le forze armate israeliane si sono ritirate dall?area come descritta da Husam Hamdouna: I due messaggi chiariscono che i militari sapevano bene che si tratta di un luogo dedicato ai bambini; nonostante questo hanno operato gravi distruzioni. Da parte nostra ci chiediamo quale sia il motivo di una tale devastazione, dato che si suppone che l?esercito israeliano sia intervenuto nell?area per fermare il lancio di razzi. Facciamo notare che nel corso delle ultime operazioni 124 persone sono state uccise e 250 ferite, di cui solamente 11 appartenenti alla resistenza armata palestinese e il resto civili. Vale la pena ricordare che persino le infrastrutture dell?area sono state distrutte: rete idrica, rete elettrica, rete telefonica. Ci chiediamo come sia giustificabile tutto questo. Non voglio qui soffermarmi a lungo sui danni inflitti da questa operazione all?area di Zemo, dato che esiste un comitato formato dall?associazione che ha il compito di fare una valutazione precisa dei danni, in particolar modo di quelli subiti dalla nostra sede. Voglio richiamare invece la vostra attenzione sul danno maggiore che l?associazione ha subito. Mi riferisco al messaggio che l?associazione rappresenta attraverso il proprio orientamento pedagogico a favore dell?infanzia: non sosteniamo la violenza, incoraggiamo il dialogo, adottiamo un approccio educativo che promuove i principi dell?amore, della pace, della giustizia, dell?uguaglianza, della democrazia e dei diritti umani. Sappiamo bene quanto questo sia difficile nell?attuale circolo di violenza in cui ci troviamo a vivere, eppure crediamo che sia possibile. Crediamo che quando tra due parti si scatenano la guerra e la violenza, dovrebbero vigere leggi e tradizioni da rispettare, che garantiscano la protezione dei civili e delle loro propriet?. I gravi danni inflitti dall?esercito israeliano alla nostra associazione veicola un messaggio chiaro che poggia sull?accettazione dell?odio reciproco e della legge del pi?forte. Questo messaggio ?in contrasto con quanto noi insegniamo ogni giorno ai nostri bambini e questa contraddizione ci colpisce e ci indebolisce di fronte ai nostri bambini e di fronte alla nostra comunit?. Per superare questa difficolt?tenteremo con determinazione e responsabilit?di tener saldi la nostra motivazione e i nostri sentimenti, alla ricerca della soluzione migliore per i nostri bambini. Ad esempio abbiamo preso la decisione di non portare i bambini a visitare il centro dove aveva sede il loro asilo, poich?non vogliamo che vedano la devastazione che ha subito, non vogliamo che vedano i loro disegni e i loro giocattoli distrutti. Si tratterebbe di un?ulteriore esperienza negativa che andrebbe a sommarsi a quelle che gi?ricevono tramite i mezzi di comunicazione. Crediamo che l?esperienza di vedere i propri giocattoli e i propri disegni distrutti da qualcuno possa generare un sentimento d?odio difficile da contrastare. Per questo motivo abbiamo deciso di continuare il nostro lavoro con i bambini utilizzando i locali di un altro asilo della zona, giustificando ai bambini questa scelta con la serie di visite ad altri asili, che era gi?in parte prevista nel programma di questo mese, col fine di incoraggiare le relazioni di amicizia e di buon vicinato nella comunit?. Abbiamo stabilito una serie di incontri con le famiglie dei bambini, per spiegare loro le ragioni di questo cambiamento e il suo significato educativo. Siamo convinti del nostro messaggio e vorremmo che le famiglie adottassero un atteggiamento simile attraverso piccole scelte, che proteggano i loro figli dalle esperienze negative e dalle sofferenze che gli adulti stanno vivendo. Sappiamo quanto questo sia difficile ma crediamo di non avere alternative al fare la nostra parte per contrastare il circolo della violenza. Ringraziamo tutti i soggetti locali e internazionali che aiutano l?associazione a portare avanti il proprio messaggio di umanit?; nei prossimi giorni produrremo un rapporto dettagliato dei danni subiti dall?associazione, oltre a una valutazione dei bisogni dell?associazione in relazione alle attivit?da realizzare con i bambini e con le famiglie in questo periodo. Ci auguriamo che da parte locale e internazionale sia fatta pressione sul governo israeliano per tenere la societ?civile fuori da ogni tipo di scontro armato, e ci auguriamo altres?di vedere presto una conclusione delle violenze, che contempli il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese nella cornice del diritto internazionale. Husam Hamdouna ? Pubblicato 9 marzo 2008 su Gestalt Rimini Blog
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