Leggo solo ora con grande soddisfazione sul verbale della riunione
annuale dei fiduciari regionali che la dott.ssa Dapiran intende
sostenere la causa della rimozione dell'incompatibilità rigida tra
arbitro ed istruttore, spero davvero che questa dichiarazione di
intenti proceda con successo, la situazione attuale è una forzatura
eccessiva nel contesto scacchistico italiano.
A mio modesto parere deve essere consentita pienamente la doppia
attività quando il binomio sia tra arbitro regionale e istruttore di
base: qualifiche che impongono già di per sé restrizioni operative e
che consentono di lavorare a tutto tondo per la promozione degli
scacchi sul territorio.
Altra questione quando lo scacchista vuol far "carriera" (come arbitro
e/o istruttore), a quel punto si impone una scelta, nel senso che chi
vuol fare l'arbitro nazionale può continuare a fare l'istruttore di
base (ai bambini ad esempio) ma non l'istruttore qualificato (e
viceversa) a meno di rendersi inattivo (come nella situazione
attuale).
Paolo