Un caso di buon senso

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coraggiosaMente

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May 14, 2008, 12:12:20 PM5/14/08
to Arbitri di Scacchi
Penso possa essere istruttivo questo interessante caso:



"Ho visto il giocatore A e il giocatore B battagliare in zeitnot
forsennato (era un match lampo).
- Il giocatore A fa scacco e schiaccia l'orologio
- Il giocatore B, non accorgendosi dello scacco appena subìto, muove
una torre, fa scacco e schiaccia l'orologio.
- Il giocatore A esclama "Hai fatto mossa irregolare!"
- Il giocatore B esclama "A te è finito il tempo"
- Il giocatore A e il giocatore B acclamano "Arbitroooo!!!"
L'arbitro si reca nei pressi del tavolino e ascolta dal giocatore A
"Ho vinto perché B ha fatto mossa irregolare e ha schiacciato
l'orologio" e dal giocatore B "Ho vinto perché ad A è finito il
tempo".

Domanda: quale convinzione dovrebbe farsi l'arbitro sentendo queste
due asserzioni?"


____________


La mia opinione:



> Ho visto il giocatore A e il giocatore B battagliare in zeitnot forsennato (un match lampo).
> - Il giocatore A fa scacco e schiaccia l'orologio
|
L'arbitro, se può farlo (e deve essere in grado di poterlo fare), si
reca alla scacchiera o incarica qualche suo collaboratore di
supervisionare la partita. Se l'arbitro non fa questo, commette una
leggerezza che si può trasformare in un grave errore. Infatti è questo
il momento fondamentale in cui un arbitro deve decidere o meno di
correre il rischio di essere costretto ad intervenire quando oramai la
situazione è già troppo controversa.



> - Il giocatore B, non accorgendosi dello scacco appena subìto, muove una torre, fa scacco e schiaccia l'orologio.
|
L'arbitro osserva ma non fa nulla.



> - Il giocatore A esclama "Hai fatto mossa irregolare!"
|
L'arbitro osserva ma non fa nulla. Assegna partita vinta al giocatore
A solo su corretta richiesta.



> - Il giocatore B esclama "A te è finito il tempo"
|
L'arbitro osserva ma non fa nulla. Nel caso di corretta richiesta,
assegna la vittoria a B se non l'ha già assegnata al giocatore A,
altrimenti respinge la sua richiesta.



> - Il giocatore A e il giocatore B acclamano "Arbitroooo!!!"
|
L'arbitro interviene (sottolineo ancora che egli doveva essere già da
tempo lì per osservare la vicenda). In caso di sua assenza comunque,
deve basarsi in primis sulle dichiarazioni dei giocatori interessati
e, solo nel caso lo ritenga opportuno, su eventuali testimonianze
esterne rese da persone affidabili.



> L'arbitro si reca nei pressi del tavolino e ascolta dal giocatore A "Ho vinto perché B ha fatto mossa irregolare e ha schiacciato l'orologio" e dal giocatore B "Ho vinto perché ad A è finito il tempo".
|
L'arbitro si reca sulla scacchiera a placare soprattutto gli animi. Le
dichiarazioni rese con foga sono oltre che poco chiare, spesso,
effettuate anche in modo non molto disinteressato. Contemporaneamente
esamina la posizione corrente, guarda l'orologio e, dall'esame delle
dichiarazioni rese dei giocatori, riflette. Nel frattempo fa
ricostruire ai giocatori la posizione precedente l'irregolarità per
ripristinare la posizione corretta di gioco. Se tale posizione è una
posizione di scacco matto, vince A a prescindere. Se tale posizione
invece non produce scacco matto, allora l'arbitro, asserito che la
richiesta di intervento è avvenuta in modo contemporaneo da parte di
antrambi i giocatori, deve decidere in base al suo buon senso. In
questo caso dovrà stabilire se dare ragione al giocatore A o se dare
ragione al giocatore B.



> Domanda: quale convinzione dovrebbe farsi l'arbitro sentendo queste due asserzioni?
|
E' difficile dare una risposta precisa, solo con questi dati ed in
poco tempo. Istintivamente posso solo dire che avrei fatto notare ai
giocatori che la richiesta di vittoria per caduta della bandierina è
avvenuta solo dopo aver prodotto mossa irregolare e che la pressione
dell'orologio (effettuata per il completamento della mossa irregolare)
potrebbe aver prodotto la caduta (in questo caso anch'essa, tra
virgolette, "irregolare") della bandierina. Quindi assegnerei
"istintivamente" la vittoria al giocatore A. Ma questa è una opinione
personale "a caldo". Un'opinione altrettanto valida (anche se meno
probabile) infondo avrebbe potuto essere quella di ritenere che la
bandierina era già caduta da tempo e che l'orologio del giocatore B
sia stato fermato non tanto per completare la mossa, ma per richiedere
l'intervento dell'arbitro. Per cui si potrebbe decidere, in questo
caso, di assegnere la vittoria al giocatore B. L'arbitro in effetti,
dalle dichiarazioni dei giocatori, deve provare a ricostruire la
sequenza temporale degli eventi per potersi fare un'opinione precisa
su quanto accaduto. Egli, al limite, può anche pensare di basarsi su
testimonianze esterne per avvalorare o meno le sue convinzioni. Alla
fine comunque dovrà adottare una delle seguenti decisioni: dare la
vittoria al giocatore A oppure dare la vittoria al giocatore B. In
ogni caso la patta non è una soluzione precisa. Questo nonostante
possa sembrare che tale soluzione sia la più "ragionevole". Inoltre
c'è da dire che l'accordo tra i giocatori (ed il loro relativo fair-
play) in questi casi è un qualcosa in più su cui un buon arbitro non
deve mai fare affidamento. Questo perchè due giocatori che reclamano
correttamente la vittoria, hanno lo stesso fair-play di due giocatori
che, in una situazione simile, si accordano per la patta dispensando
l'arbitro dalle sue responsabilità.
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