Oculare Wrath V: appunti (miei) e recensione speditiva (da parte di Claudio)

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in...@aleph-lab.com

da leggere,
14 feb 2008, 06:24:2314/02/08
a aleph-lab
Il Sig. Claudio (di Pisa) mi ha inviato una recensione dell'oculare
Wrath V effettuata sulla tipologia di telescopio per cui il Wrath
stesso è stato ideato (come schema ottico e come scelta dei parametri
di pupilla di uscita e campo apparente VS campo di piena luce),
invitandomi a pubblicarla: lo ringrazio e... allego nel seguito.
Forse altri utenti possano confrontare le proprie impressioni d'uso su
analoghi e altri strumenti ?
Sarebbe interessante verificare in particolare la resa sui rifrattori,
che, con rapporti focali utili ad un pieno sfruttamento dei 40mm,
hanno risposte maggiormente "eterogenee" rispetto alle tipologie di
riflettori e catadiottrici (di analogo rapporto focale).
Tengo a dire: il Wrath è nato per gli SCT (strumenti relativamente
lungo fuoco) perchè a mio avviso sottoutilizzati e capaci di
prestazioni di rilievo nel profondo cielo: il Wrath massimizza il
campo reale e offre alta luminosità geometrica; avrei scelto una
focale superiore se non fosse che avrebbe comportato campo apparenti
inferiore (perchè il Wrath stesso offre il massimo campo reale per un
oculare da 2"), e tenevo invece a mantenere un campo godibile (nel
caso: di 69°) in line acon le "preferenze" degli utenti.
E tengo a dire: qualcuno fa presente che un oculare è facile lavori
bene a f/10 circa (il rapporto focale tipico dei Cassegrain e
derivati); io direi di fare qualche confronto prima, e di provare a
far di conto: la focale è lunga, ma la curvatura di campo forte,
superiore a quella di un Newton f/4... quindi un oculare ha il suo da
fare, specie se abraccuia il massimo campo reale reso disponibile
dallo SCT (e che a bordo campo ha curvatura che davvero... parte per
la tangente...).
Ancora: secondo i canoni classici, il Wrath non verrebbe sfruttato al
meglio a f/5, perchè la pupilla di uscita risulta troppo ampia per gli
usi standard (in realtà usare pupille di uscita ortodosse di massimo
6-7mm è una scelta da libretta: è normale impiegare pupille ben più
ampie per raggiungere con scelte ragionate i voluti valori di
luminosità geometrica, ingrandimento e valore risolvente legato a
quest'ultimo; ma restiamo agli usi da utente medio).
Da qui: in quanto a correzine, a f/5 il Wrath lavorerà anche troppo
bene... per eccessivo diametro della pupilla di uscita e per planarità
di camp migliore che negli SCT (il campo che mostra resta sempre di
69°, ma spostando lievemente la pupilla compaioni ulteriori regioni di
cielo).
Sui sistemi da f/6 in su il Wrath lavora al meglio: un f/6 con pupilla
di uscita di 7mm è un sistema ottimizzato per avere massima luminosità
geometrica dell'oggetto osservato mantanendo il minor ingrandimento
possibile; da f/6 in su il 40mm resta sempre un oculare con il massimo
campo reale possibile per un 2", mantenendo un campo apparente
gradevole (oltre i 40mm il campo apparente scenderebbe sotto i 65°:
sia Erfle che Ploessl da 52mm e barilotto 2" hanno campo apparente di
50°-55°); per il resto... ciacsuno può dire se gradito; Claudio mi ha
inviato la seg.:

Clear Skies

Gianluca Carinci


(...)
Sono rimasto veramente sorpreso della resa di questo oculare e voglio
sintetizzarti gli esiti della prova che ho fatto.
Ho provato il Wrath V su S.C. Celestron C11, confrontandolo
direttamente con
l'Antares 40 mm. 2", ed il Vixen LVW 42. Si tratta di tre oculari che
hanno
caratteristiche ottiche simili: 40 mm. di focale, 65/68° di campo
apparente,
barilotto da 2 pollici.
Gli esiti sono i seguenti:

a) effetto di Parallasse:
- Antares - molto evidente;
- Vixen LVW - abbastanza evidente;
- Wrath V - assente, non percepibile.

b) Astigmatismo:
- Antares - evidente da 40/45° di campo;
- Vixen LVW - presente oltre 50/55° di campo;
- Wrath V - presente solo ai bordi estremi del campo e in modo assai
limitato.

c) a. Sferica:
- Antares - presente anche se limitata;
- Vixen LVW - assente;
- Wrath V - assente.

c) Luce diffusa:
- Antares - presente su oggetti molto luminosi;
- Vixen LVW - limitata, ma presente;
- Wrath V - pressochè assente, non percepibile.

d) Microcontrasto:
- Antares - buono;
- Vixen LVW - molto buono;
- Wrath V - eccellente.

e) Immagini fantasma:
- Antares - assenti;
- Vixen LVW - assenti;
- Wrath V - assenti.

Colpisce in questo oculare l'eccellente trattamento antiriflesso che
si
traduce in una assenza pressochè totale di luce riflessa e in un
maggiore
microcontrasto. E' evidente la differenza fra i tre oculari anche nel
fondo
cielo che nel Wrath V si presenta molto più scuro che non negli altri
due.
Da sottolineare, poi, l'ottimo livello di finitura, la meccanica
impeccabile
e, non ultima, anche l'estetica di prim'ordine. Dovendo fare una
graduatoria
di merito, il Wrath V supera nettamente il Vixen LVW 42, nonostante
il
prezzo notevolmente inferiore, mentre non c'è storia nel confronto
con
l'Antares che viene surclassato in tutti i campi.
Si tratta di un oculare dal rapporto qualità/prezzo imbattibile. Non
ho
ancora avuto modo di confrontarlo con il Televue Panoptic 41 mm., ma
lo farò
appena si presenterà l'occasione: ho comunque l'impressione che possa
reggere tranquillamente il confronto.
Grazie ancora Gianluca.

Un saluto:
Claudio (...)

P.S. Se vuoi, puoi tranquillamente pubblicare sul tuo sito l'esito di
questa
prova.

Pennuto

da leggere,
14 feb 2008, 07:36:0914/02/08
a aleph-lab
Qualcosa mi aveva già fatto pensare che fosse un discreto oculare!!!
;-)
Non me ne vorrete se ho pensato di postare la recensione anche
altrove, affinché chi acquista guardando solo l'etichetta col marchio
abbia di che riflettere.
Ciao
Maurizio
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