ci sono alcune considerazioni che ti vorrei sottoporre.
1 il tipo che gestisce il blog lavora per yahoo
2 il motore di ricerca di cui parla è utile solo, e neanche tanto
efficacemente, per le voci di wikipedia
( è un po' come dire che un citofono nuovo a casa mia farebbe
concorrenza alla tim o a vofone)
3 l'intero articolo è scritto con il solo intento di sminuire google
ed ha una enorme quantità di affermazioni tirate per i capelli.
mi viene da pensare che si tratti del peggior caso di finto articolo
blog commissionato per far male alla concorrenza, e non odio quando si
usa un tono amichevole per far passare conclusioni fasulle
il tipo ad esempio sostiene che la qualità dei risultati di google
dipende sempre di più da wikipedia, mentre è più corretto dire che
la qualità dei contenuti che si trovano in rete dipende sempre di più
da wikipedia, c è un abisso tra le due cose
poi parte glorificando google per poi sminuirlo a metà articolo,
attribuendo i suoi successi a wikipedia, e contemporaneamente introduce
wikiped come una piccola entità per finire l articolo dicendo che è
ad un passo dal divenire quello che era google agli inizi
insomma a me sembra un brutto caso di blog che usa retorica per
nascondere marketing
tu che ne pensi ?
Rocco Pellegrini ha scritto:
Il fatto che Google continui a marciare come un treno e sia ai suoi
nuovi massimi nella quotazione azionaria costituisce, certamente, un
incubo per tanti e Yahoo, che pur mostra segni di ripresa, fra questi,
tuttavia nei ragionamenti di Rubel, con tutta la malizia che vuoi, c'è
qualcosa di vero perchè è vero che Google ha sempre dato un notevole
spazio a wikipedia ma che da quando ha acquistato JotSpot ha lasciato
intendere un qualche cambiamento di prospettiva.
Dunque, concludendo non ho sengalato l'articolo come "la verità" ma
come una riflessione sulla complessa evoluzione del web laddove, come
nella vita, vecchi amici di ieri possono trasformarsi in nemici di
domani.
Mi viene in mente un detto del primo Imam sciita, l'Imam Alì, che
dicono dicesse: "Non sperare troppo nel tuo amico di oggi che potrebbe
essere il tuo nemico di domani, e non detestare troppo il tuo nemico
di oggi che potrebbe essere il tuo amico di domani".
Ci sono tanti soldi in gioco nella rete e la partita è aperta, molto
più di quel che sembra.
2007/1/16, Gianluca Baccanico <gianluca....@gmail.com>:
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